«Dio stava cercando proprio me»- Storia di Katia Rudian

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Eccoci di nuovo con voi per raccontarvi e farvi sentire un’altra delle toccanti storie vere di Dueperuno, la trasmissione che va in onda il venerdì alle 11 su  crc. Oggi ascoltiamo la storia di Katia Rudian!

Marzia_Katia_Sandra

Katia cresce in una famiglia molto unita e serena, cattolica praticante, che “dedica” la figlia a sant’Antonio da Padova, al quale Katia si rivolge come se fosse un angelo custode.

Questo dura fino all’età delle medie inferiori, quando la nostra ospite fa amicizia con una compagna di classe, che le parla di Gesù in un modo che lei non ha mai sentito. «Fino a quel momento per me Gesù era là, sulla croce – ci spiega -, ma ascoltando le parole della mia compagna ho sentito che Lui era qui, vicino a me». L’amica le parla anche della Bibbia, libro che Katia non ha mai toccato, e degli incontri che si tengono nella chiesa evangelica, da lei frequentata, il sabato pomeriggio.

Katia si incuriosisce molto, vorrebbe vedere cosa succede in questa chiesa diversa dalla sua e chiede ai suoi se può andare nella chiesa evangelica con la sua amica. La risposta è perentoria: «No!». Ubbidiente ai suoi genitori, la ragazzina non insiste.

Passano alcuni anni, Katia cresce continuando in qualche modo a coltivare la sua “fede”, ma si rende conto che c’è qualcosa che non la convince, soprattutto questo ripetere le preghiere, in cui non sente esserci niente di suo. Comincia a distaccarsi dalle convinzioni insegnateli dalla famiglia e a non frequentare più assiduamente l’oratorio come in passato. Durante l’adolescenza, poi, il distacco è praticamente completo.

Iniziano le scuole superiori e Katia entra in piena ribellione e ogni tanto marina la scuola, anche se viene subito scoperta dai suoi genitori.

Un giorno, in cui marina la scuola per l’ennesima volta, la assale forte il senso di colpa, che la fa sentire sporca, così va in chiesa e si confessa al prete, il quale dice a Katia di recitare “l’atto di dolore”, ma la ragazza proprio non se lo ricorda. Il prete, senza scomporsi le dice che se non lo ricorda può guardare in alto, dove c’è una targhetta con su scritta quella preghiera.

In quel momento la nostra amica rimane senza parole: come si fa a recitare una preghiera leggendola, come può sentirla dentro? Esce dalla chiesa molto delusa e non ci rientrerà mai più.

Qualche tempo dopo conosce un ragazzo, che abita nel palazzo vicino al suo. Questo ragazzo, di nome Mimmo, parla a Katia di Gesù, però non come gliene aveva parlato anni prima la sua compagna di classe. Mimmo non presenta a Katia una chiesa differente, ma le spiega chi è davvero Gesù.

Katia ci dice «Credo che il Signore mi stesse proprio cercando; posso dire che l’ha fatto chiamandomi chiaramente almeno due volte: una, quando me ne parlò la mia compagna di classe e i miei genitori mi proibirono di andare con lei in una chiesa evangelica, e l’altra quando Mimmo, che già aveva avuto un’esperienza speciale con Dio, mi parlò di  Cristo in modo serio e profondo. Insomma, dovevo essere sua, di Dio!».

Chiediamo alla nostra ospite cosa ha pensato quando si è ritrovata a decidere di rientrare in una chiesa, anche se evangelica stavolta; ci risponde che lei non voleva più entrare in una chiesa «con un sistema legalista, con una serie di finzioni, non fatte con il cuore, mentre quando ho scoperto la persona di Gesù, chi fosse  in realtà, il mio cuore è esploso all’istante!».

Quello che ha fatto «esplodere il cuore» di Katia è l’aver capito di poter avere un rapporto diretto con Cristo senza dover passare per vie traverse, senza intermediari. Pian piano la ragazza inizia a conoscere quel Dio che le era sempre sembrato piuttosto lontano.

Però, Katia si trova davanti un grande problema: i suoi genitori, che proprio non accettano in nessun modo che la loro figlia frequenti una chiesa evangelica; convinti che l’avvicinamento sia solo per via di Mimmo, o dovuto alla curiosità per la novità. Purtroppo il padre di Katia muore quando lei ha solo diciassette anni, senza mai accettare questo cambiamento della figlia.

A conclusione della sua storia, Katia ci racconta che ha sofferto fin da bambina di numerose allergie, tra cui pollini, graminacee, peli di gatto e altro; «una sera, in chiesa, abbiamo pregato e io da quel momento non ho più sofferto di allergia. Sulla carta le mie allergie ci sono ancora tutte, ma io non ne ho più i sintomi: da anni non ho bisogno di assumere farmaci antistaminici e vivo tranquillamente in casa con i miei gatti e un cincillà».

Dimenticavamo una cosa importante: ricordate il Mimmo che parlò di Gesù a Katia? Bene, tempo dopo è diventato suo marito.

Quindi quella di Katia e Mimmo è una vita tutta rose  e fiori? «No – ci risponde Katia -. Abbiamo affrontato diverse difficoltà; quella più dolorosa è stata scoprire e imparare ad accettare che non possiamo avere figli. È stato un trauma, ma lo abbiamo affrontato consapevoli che Cristo accompagna ogni nostro passo, dandoci una pace vera e profonda, non effimera».

Katia lancia un appello: «Sapere che Gesù è morto per me, ha lavato i miei peccati e che un giorno vivrò con lui per l’eternità è la cosa più bella che esista e invito tutti quelli che non l’hanno ancora fatto ad accettarlo come personale salvatore».

Gesù è l’unico che può guarire il tuo cuore! Non ci credi? Provalo!

Scarica sul tuo pc la puntata dopo la diretta, clicca QUI!

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