«Dio è roba da vecchi bigotti…» – Storia di Simona Multari

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Cari amici e amiche oggi Dueperuno vi farà conoscere la storia di Simona Multari! Ascoltatela in diretta alle 11 su crc

Simona nasce nel 1971 in una famiglia apparentemente normale.  Solo apparentemente, perché in realtà tra i suoi genitori ci sono dei problemi e il padre della nostra ospite è il classico padre-padrone, che lavorava tutta la settimana e passava il fine settimana al bar con gli amici, non occupandosi mai dei tre figli, anche se Simona ricorda che comunque provava affetto per loro.

Il matrimonio dei suoi genitori è stato tenuto in piedi apposta per i figli, ma quando loro sono cresciuti, è arrivata puntuale la separazione.

Anche tra Simona, sua sorella maggiore e suo fratello minore i rapporti non sono idilliaci. La nostra amica ha un carattere molto ribelle e sente di non reggere il paragone con quella sorella brava, buona e remissiva, sottomessa, tutta casa e chiesa… I paragoni che i genitori fanno tra le due figlie inasprisce la loro relazione.

Da bambini,  frequentano il catechismo, ma i genitori non frequentano la chiesa cattolica; la sorella di Simona, però, ha un vivo interesse per quello che riguarda la fede cattolica: frequenta riunioni religiose, fa del volontariato al Cottolengo di Torino, è propensa alla ricerca del Signore.

La nostra amica ha un carattere piuttosto vivace e simpatico; da bambina, amici e parenti si divertono a darle corda, mentre lei chiacchiera e attira l’attenzione su di sé, ribattendo a tono, “sfidando” i più grandi . Intorno ai dieci-dodici anni queste caratteristiche non sembrano più così divertenti e anzi danno più la sensazione di maleducazione.

Sentirsi dare della maleducata quando prima aveva ricevuto complimenti e suscitato simpatia, porta la ragazzina a sentirsi spiazzata e provoca in lei una sorta di ira e di mancanza d’amore e accettazione.

Dall’adolescenza in poi a Simona viene rinfacciato di avere un pessimo carattere e i paragoni tra lei e sua sorella sono continui e pressanti. Questo aumenta il suo essere ribelle e il suo egocentrismo.

Le cose diventano man mano più difficili: la ragazza non ha una buona opinione di sua madre, con sua sorella i rapporti sono sempre più deteriorati, suo fratello vive la sua vita senza relazionarsi molto con lei. Simona ammette di non riuscire ad amare sua sorella.

Chiediamo a Simona se in quegli anni di difficoltà relazionali con la sua famiglia ha mai pensato di chiedere aiuto a Dio; ci risponde che non gli è mai passato per la mente, anzi: la sua grande autostima, alimentata dalle amicizie fuori casa, le fa pensare di non avere proprio bisogno di Dio, al quale anzi rinfaccia, così come fa con sua madre, di averla messa al mondo.

Lei si piace e si ama così com’è e pensa che anche gli altri la debbano amare e accettare così, pregi e difetti. Sogna di realizzarsi nel lavoro, così da potersi permettere di girare il mondo.

Al liceo, per via del suo caratterino gli insegnanti le danno sette in condotta e così comincia a essere consapevole che c’è qualcosa che non va in lei. Anche le cose con il suo ragazzo si mettono male.

Quell’anno succede qualcosa di speciale a sua sorella: un’amica evangelica le parla del Signore in modo nuovo e inaspettato e lei decide di accettare Cristo nella sua vita. Nonostante fosse già una brava ragazza, seria e responsabile, le persone intorno a lei notano un certo cambiamento. Anche Simona si accorge di quanto sia cambiata sua sorella.

Quello che è evidente e sorprendente è che ora le due ragazze cominciano ad andare d’accordo. Nonostante alcune difficoltà dovute al dispiacere della mamma perché sua figlia maggiore frequenta una chiesa evangelica, la giovane è risoluta e va avanti per la sua strada, che la porta a mostrare amore e pazienza nei confronti di Simona, creando tra le due una relazione nuova, mai provata prima, di maggiore affetto e interesse.

Pur molto contenta per questo inaspettato cambiamento, Simona non sembra interessata a capirne davvero la causa. Secondo lei, Dio è per le persone anziane, non per i giovani. Certo, è stupita della trasformazione avvenuta in sua sorella, soprattutto quando la vede tirar fuori il coraggio e imporsi ai loro genitori che non vogliono che lei frequenti una chiesa evangelica, «perché – dicono – è una vergogna. Cosa diranno i parenti?».

Un giorno il padre prende la Bibbia della ragazza e la butta a terra, ma lei reagisce dicendo con decisione «Nessuno potrà togliere l’amore di Gesù nel mio cuore!».

Per dimostrare a Simona che Dio non è una cosa per vecchietti,  sua sorella le regala una Bibbia per il compleanno. La nostra amica non l’aveva mai letta e così decide di leggerla.

Quella stessa estate Simona va in Francia per studiare; nonostante viva settimane di estrema libertà, in quello che lei definisce un posto «di poca moralità», continua a leggere la Bibbia ogni giorno, anche quando torna da notti passate tra una discoteca e l’altra.

Il Libro a poco a poco attira completamente l’attenzione della nostra ospite che ci dice che le sembrava che «da un momento all’altro spuntasse il mio nome dalla Bibbia», perché ci trova dentro le risposte alle sua domande e sente che riempie quel vuoto che aveva nel cuore e nella vita.

«A diciassette anni ho capito che non era una semplice libro, ma che  era davvero la Parola di Dio e che parlava al mio cuore», altro che libro per vecchi e bigotti!

Pian piano Simona accetta Cristo nella sua vita. La sua non è stata una conversione “istantanea”, ma più un percorso che l’ha portata a capire che quella era la strada giusta e i cambiamenti sono diventati importanti ed evidenti anche in lei, tanto che a distanza di sei mesi anche sua madre ha accettato Cristo nella sua vita.

Quelli che prima erano rapporti tesi, rovinati da anni di incomprensioni e sofferenze, diventano relazioni di profondo e sincero affetto, che legano le tre donne come mai prima. Simona riesce anche ad amare suo padre, nonostante il passato e la separazione da sua madre.

«Tutto quel rancore, quell’odio che mi avevano accompagnato per anni è sparito e tra me e la mia famiglia è nato qualcosa di nuovo e buono» ci dice.

Certo, i problemi ci sono anche nella vita di un cristiano, ma come dice Simona «senza Cristo la vita è in bianco e nero, mentre con lui è a colori».

Forse anche tu stai vivendo in bianco e nero… Vogliamo dirti che se lo vuoi anche tu puoi vivere a colori! Devi solo dire a Dio, lì dove ti trovi adesso, a voce alta o con un pensiero, che vuoi conoscerlo e che vuoi che lui si faccia conoscere da te!

Troppo difficile? Beh, Simona ci ha detto: «Se mi sono convertita io, possono convertirsi tutti!»

E allora che aspetti? Dio non aspetta altro! Non ci credi? Provalo!

Scarica sul tuo pc la puntata dopo la diretta, clicca QUI!

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