«Per me il gioco d’azzardo era ormai una droga…» – Storia di Dionis Hajro

Mi chiamo Dionis Hajro e sono di nazionalità albanese.
Voglio raccontarvi della meravigliosa grazia che il Signore Cristo Gesù ha manifestato nella mia vita.

Già in Albania avevo sentito parlare di Gesù mediante mia zia ed alcuni miei cugini.  Anche se all’epoca avevo solo 11 anni una frase pronunciata da un mio cugino era rimasta indelebile nella mia mente:  “quando devi pregare, prega sempre nel nome di Gesù Cristo”.

A 13 anni, venuto in Italia, cominciai la scuola, perché il mio obiettivo era quello di impegnarmi nello studio.   Le cose, tuttavia, andarono diversamente.  Infatti frequentando il secondo anno della scuola superiore conobbi degli amici con i quali mi incamminai per una strada che portava solo alla rovina. Avevo all’epoca 16 anni.

Qualche tempo dopo conobbi una ragazza del mio paese (oggi mia fidanzata e futura moglie, ma soprattutto sorella in Cristo Gesù).  Nonostante avessi trovato la ragazza dei miei sogni ciò non bastò a cambiare completamente la mia vita; dico completamente perché in ogni caso posso affermare che il suo amore (e quello delle mie sorelle) mi impedirono di rovinare maggiormente la mia vita entrando nel giro della droga. Di questo oggi rendo grazie a Dio riconoscendo che Egli aveva un piano per me.

Tuttavia continuavo a frequentare questi amici:  con loro non pensavo ad altro che ad andare in discoteca, picchiare la gente, rubare, e fare molte altre cose che oggi comprendo essere abominevoli agli occhi dell’Altissimo.

Nel 2003 decisi di allontanarmi da Siena nel tentativo di cambiare vita, ma fu tutto inutile. L’anno successivo ebbi un terribile incidente con la moto: fui sbalzato dalla sella facendo un volo di circa otto metri. Le conseguenza furono gravi: mi fu tolta la milza, riportai un tendine rotto, necessitai di circa 10 litri di trasfusione di sangue, e molte altri danni ancora.  Passai 13 ore in sala operatoria e 10 giorni in sala di rianimazione.

Amico/a se ora ti sto raccontando la mia testimonianza e solo per la GRAZIA di DIO, per il Suo amore, per la Sua bontà e per la Sua misericordia. Dio, infatti, ascoltò le preghiere di mia zia credente e quelle dei fratelli e delle sorelle della chiesa.  Sono uscito dall’ospedale dopo 14 giorni. Quando uscii chi mi conosceva si stupiva di come avessi recuperato così velocemente nonostante la gravità di quanto subito. Tutte le volte rispondevo:  «Sto bene grazie alla mia forza d’animo…» che illuso…

Con il passare del tempo iniziai a pregare sporadicamente. Avrei voluto avere il Signore come amico ma senza, però, aprirgli interamente il mio cuore.

Nell’2005 mi recai da mia zia credente a Milano accompagnato dalla mia fidanzata e da mia sorella. Il giorno successivo mia zia ci invitò ad andare con lei in chiesa. La mia ragazza e mia sorella accettarono subito di buon grado. Io invece rifiutai l’invito pensando che la chiesa non fosse qualcosa che facesse per me. Alla fine, tuttavia, grazie alla loro insistenza e per non fare uno sgarbo a mia zia mi decisi ad andare con loro.

Quella sera Cristo Gesù cominciò un’opera meravigliosa in me! Inspiegabilmente mentre assistevo al culto e ascoltavo i fratelli ed il pastore parlare di Gesùsentivo il mio cuore aprirsi e copiose lacrime iniziare a scendere dal mio viso. Non capivo ciò che mi stava accadendo… era la presenza di Dio che toccava il mio cuore.

Ritornai a casa con una felicità nel mio cuore mai provata prima.

Dopo alcuni mesi, però, la mia felicità svanì nel nulla. In famiglia avevo problemi economici e pensando di dare una svolta alla mia vita iniziai a giocare alle slot machine. La mia vita in poco tempo fu distrutta e con essa anche quella della mia famiglia e della mia fidanzata.

Ogni volta che ci incontravamo non facevamo altro che litigare. Tornavo a casa, vedevo i miei genitori e le mie sorelle distrutte dal dispiacere ma non sapevo che fare. Certo mi ricordavo di Gesù ma non volevo confidare in lui e ritenevo più importante il gioco pensando che mi potesse dare qualcosa. Ma era una pura illusione: se vincevo qualcosa mi rigiocavo subito tutto con perdite ancora maggiori.

La mia ragazza spesso mi diceva che oramai ero schiavo del vizio del gioco e che non ne sarei più uscito fuori. Aveva ragione. Uscivo di casa la mattina e invece di andare all’università andavo nella sala giochi. Per me il gioco d’azzardo, qualunque esso fosse, era ormai una droga. Avrei tanto desiderato avere un po’ di pace, un po’ di gioia.

Un giorno tornando dal lavoro alzai gli occhi verso il cielo e pensai:  Signore dove sei? Dove abiti? Cosa fai?
Tornato a casa la risposta del Signore non si fece attendere. Decisi di leggere la sua Parola ed i miei occhi si posarono su questo verso: “Ecco, io sto alla porta e busso: se qualcuno ascolta la mia voce e apre la porta, io entrerò da lui e cenerò con lui ed egli con me.” (Apocalisse 3:20).

Dio ancora una volta aveva toccato il mio cuore facendomi sentire la sua gioia e la sua pace, ma tutto passò nel giro di una settimana perché dopo un po’ tornai ai peccati di sempre.
Ricominciai a giocare. Nel 2007 cambiai città nel tentativo ancora una volta di dare una svolta alla mia vita. Trovai un buon lavoro, guadagnavo bene, ma non servì a nulla… sempre e sempre a giocare.

Dentro di me sentivo il desiderio di ritrovare quella gioia che avevo sperimentato un po’ di tempo prima e che era svanita per la mia disubbidienza. Pregavo ma non trovavo il Signore perché la mia preghiera non era una preghiera che veniva da un cuore sincero.

Ormai non c’è la facevo più.

Una sera, agli inizi di giugno del 2007 mi inginocchiai davanti a Signore, chiedendo perdono per tutto quello che avevo fatto.          Pregai: “Signore se esisti mostrati a me, fammi vedere la tua gloria, cambiami ti prego perché non c’è la faccio più ad andare avanti cosi”.

Il giorno dopo mentre mi recavo a lavoro fui tentato a fermarmi nella sala giochi ma avvertii lo Spirito di Dio che mi spronava a non andare, a non fermarmi, ad andare avanti. Da allora non ho più messo piede in una sala giochi. Alleluia!

Da quel giorno la mia vita cambiò definitivamente. Avevo scelto per il Signore!
Il 15 luglio dello stesso anno mi battezzai in acqua in ubbidienza alla Sua Parola. Oh che gioia! Dopo due settimane il Signore Gesù Cristo mi battezzò nello Spirito Santo così come promesso nei Vangeli.

Ora posso dire di essere veramente felice. AMO GESU’! Anche se le difficoltà si sono presentate e si presenteranno ho fatto di LUI il mio rifugio e LUI mi sostiene ogni giorno. LUI è la mia rocca, LUI è il mio alto rifugio, LUI è la mia speranza. Una speranza vera, una speranza di vittoria, una speranza che non delude mai.

Voglio concludere citando il mio Salmo preferito:
“Il Signore e il mio Pastore: nulla mi manca. Egli mi fa riposare in verdeggianti pascoli,mi guida lungo le acque calme. Egli mi ristora l’anima, mi conduce per sentieri di giustizia, per amore del suo nome. Quand’anche camminassi nella valle dell’ombra della morte io non temerei alcun male perché tu sei con me; il tuo bastone e la tua verga mi danno sicurezza. Per me tu imbandisci la tavola sotto gli occhi dei miei nemici; cospargi di olio il mio capo; la mia coppa trabocca. Certo beni e bontà m’accompagnerano tutti i giorni della mia vita; e io abiterò nella casa del Signore per lunghi giorni.” (Salmo 23).

Amico, amica non indurire il tuo cuore a GESU’ ma dai la tua vita a LUI.

NON DIRE NO A GESU’.  DIO TI BENEDICA.

Dionis.

Puoi ascoltare la storia di Dionis raccontata da lui! Clicca qui: PODCAST

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