«Islamica, cattolica, ortodossa o protestante: non è la religione che salva!» – Storia di Anisa Cela

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Mi chiamo Anisa.  Sono nata in Albania nel 1982, quando c’era ancora la dittatura. Sono cresciuta in un paese ateo fino all’età di 7 anni.

Negli anni novanta, in Albania è caduta la dittatura e allora si inizia a parlare del Signore liberamente. Ricordo che mia mamma mi parlava di un Dio, raccontandomi quello che lei sapeva e quello che il mio nonno mussulmano le aveva raccontato. Scopro cosi che mia mamma credeva e aveva sempre creduto in un Dio che io prima non conoscevo.

In Albania esistono tre religioni: quella mussulmana, quella cattolica, e quella cristiana ortodossa.  Di tradizione, io ero mussulmana.  Iniziamo cosi a cercare il Signore secondo questa religione. Andavamo in moschea, dove inizio a fare un corso di lingua araba per poter leggere il corano in arabo, e inizio a imparare tutte le preghiere a memoria, cosi quando potevo, specialmente vicino alle feste mussulmane, facevo le preghiere secondo il rito mussulmano.

Però, nel frattempo, ricordo  che leggevo anche la Bibbia. Nelle nostre case, in quei tempi, si trovavano tanti nuovi testamenti donatici da alcuni missionari cristiani, che noi chiamavamo protestanti. E poiché una mia cugina era cattolica, mi aveva insegnato delle preghiere della religione cattolica, che spesso recitavo.

Nella mia famiglia c’era la convinzione che il Signore è uno e le religioni sono tante, quindi vanno tutte bene. Di notte usavo pregare, e ricordo che iniziavo con le preghiere mussulmane, continuavo con quelle cattoliche e poi chiudevo nel nome di Gesù, perché avevo partecipato a dei culti evangelici per bambini tenuti da alcuni missionari americani e lì le preghiere finivano cosi. Però mia mamma non voleva che andassimo ai culti evangelici, perché loro dicevano di “non seguire il corano”.

Vado avanti cosi fino all’età di 14-15 anni. In classe avevo un’amica evangelica e lei mi parlava spesso del Signore fino a che un giorno mi convinco e decido di andare con lei a un culto. Eravamo nel 1997; allora in Albania c’erano dei problemi tra il governo e il popolo, c’era una specie di rivolta ed era pericoloso andare in giro da soli. Però convinco mia mamma, prendo mia sorella e vado al culto.

Mi è piaciuto tanto sentir parlare di Gesù, vedere tanti giovani che seguivano il Signore con tanta fede e tanto amore. Avevo il desiderio di ritornarci, però, la volta successiva, mia mamma non voleva lasciarci andare da sole e così decide di venire con noi.

Quel giorno il Signore ha toccato il cuore di mia mamma, lei ha sentito che la parola del Signore è rivolta proprio a lei, si è meravigliata come il Signore conoscesse i pensieri del suo cuore ed è attento ai suoi bisogni e quindi ha deciso di ritornarci.

Sono cresciuta in una famiglia benestante. Mio padre faceva l’ingegnere e mia madre l’insegnante, ma con la caduta della dittatura mio padre perdette il lavoro, e quindi  passammo  dei periodi difficili. E poi con quello che successe nel 1997 i miei genitori  persero tutti i loro risparmi e quindi la mia famiglia si trovava in una situazione molto difficile ed era in questa situazione che noi abbiamo conosciuto il Signore.

Si continuava ad andare in chiesa, mia mamma, mia sorella ed io. Tutte e tre abbiamo dato il nostro cuore al Signore, ci siamo battezzate in acqua e la nostra vita era piena di gioia e felicità: quella gioia che solo il Signore sa dare.

Dopo un po’ di tempo, anche mio padre, che a differenza di mia mamma che era cresciuta in una famiglia che credeva in un Dio, mentre lui era cresciuto in una famiglia atea, decide di dare il cuore al Signore.

Ricordo di avere passato un periodo bellissimo con la mia famiglia, dove anche se mancava tutto c’era il Signore e questo bastava a dare pace e gioia alla nostra famiglia. Prima noi avevamo tutto, non ci mancava niente, ma non avevamo il Signore, e io posso dire che la vera pace e la vera gioia e felicità, le ho viste nella mia famiglia solo da quando c’era il Signore.

E il Signore non mancò di benedirci perché subito, dopo poco tempo, procurò un buon lavoro a mio padre.

Anisa

Se non abbiamo il Signore, avremo sempre un vuoto dentro di noi! Quel vuoto può riempirlo solo lui…

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