Raduno 2009: le foto

Il secondo raduno di Dueperuno-evangelici.net si è concluso. Sono stati due giorni intensi, divertenti e pieni di espressione di fratellanza e convivialità, che ci hanno rinfrancato degli sforzi e della fatica per organizzarlo al meglio.

Innanzitutto vogliamo ringraziare Dio perché ha voluto e permesso questo incontro e per ringraziarlo e onorarlo abbiamo voluto che Lui fosse il nostro ospite d’onore e il centro stesso di questo incontro.

Vogliamo anche ringraziare tutte le persone che ci hanno onorato con la loro presenza, perché se l’incontro è stato così speciale è per loro.

È stato davvero bello abbracciare chi ancora non si conosceva di persona, ma solo virtualmente.

Emilia, Lombardia, Piemonte e Sicilia e, almeno per l’ origine, anche la Germania, sono le  zone di provenienza dei partecipanti: le distanze diventano nulla quando c’è il piacere di stare insieme!

Regioni diverse, denominazioni evangeliche diverse, età differenti, diverse esperienze di vita e realtà evangeliche eterogenee, ma con un solo denominatore comune: Cristo. Per questo il meeting è stato così speciale! Continua a leggere

«Anche i bravi ragazzi hanno bisogno di Dio» – Storia di Fausto Carauddo

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Oggi Dueperuno, che finalmente ha a disposizione il nuovo studio di registrazione, è lieta di presentarvi Fausto Carauddo! Ascolta la sua storia alle 11 direttamente su CRC

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A dispetto del suo aspetto, permettete il gioco di parole, Fausto da bambino era un a vera e propria peste e non stava mai fermo.

La sua spiccata vivacità lo aveva fatto finire diverse in situazioni rischiose per la sua incolumità, come quando, a soli cinque anni, ha rischiato di cadere dalla finestra della casa in cui viveva.

Nasce in una famiglia cristiana, che ama il Signore con sincerità e quindi cresce rapportandosi con Dio, credendo in lui e in ciò che leggeva nella Bibbia.

Fausto si ritiene particolarmente benedetto e protetto da Dio, perché per la sua capacità di ficcarsi in situazioni pericolose ha sperimentato più volte come Dio impedisse che si facesse del male.

A quindici anni, mentre si trova con la sua famiglia in un frantoio,  Fausto tocca un macchinario posto sotto tensione e viene colpito da una forte scarica elettrica. Poco prima di svenire, il ragazzino rivolge il suo pensiero a Dio, chiedendogli di salvarlo. Al risveglio il giovane piange di gioia per non aver subito brutte conseguenze.

Qualche anno più tardi, quando ha ventiquattro anni, subisce un brutto incidente stradale sull’autostrada per Genova, di cui sono testimoni diverse persone: all’uscita di una galleria, a causa della forte pioggia, l’auto sbanda e comincia a girare su se stessa diverse volte, per poi finire a lato della carreggiata, senza coinvolgere le altre auto. Tutti i presenti rimangono stupiti e lo è anche Fausto, che esce incolume dall’incidente.

Nei secondi in cui la sua macchina gira, è certo di morire e chiede a Dio di accoglierlo con sé. Nel suo cuore Fausto è certo di sapere dove andrà dopo essere morto.

Sono due le cose che ci hanno colpito della storia di Fausto: il fatto di essere tirato fuori più di una volta da situazioni di pericolo senza subire conseguenze, e il suo essere proprio un bravo ragazzo: un figlio come ogni genitore vorrebbe.

Spesso i nostri ospiti ci raccontano che prima di accettare Gesù nella loro vita non credevano di avere bisogno del perdono di Dio, perché erano brave persone, convinte che i peccatori fossero altri ma non loro.  Fausto, invece, pur cresciuto in una famiglia di credenti, è consapevole che questo non basta: sentiva che era necessario avere una relazione diretta con Dio e che essere bravo non era di certo una garanzia.

Questa consapevolezza, il bisogno di accettare Cristo come salvatore, ha permesso a Fausto di vivere la sua vita con una gioia speciale e di godere delle piene benedizioni di Dio, che gradisce particolarmente chi si affida a Lui.

Ed è proprio questo l’invito che Fausto rivolge ai nostri radioascoltatori e ai nostri lettori: «Accettate il Signore nella vostra vita! È un aiuto quotidiano, non solo fisico, ma anche interiore, per affrontare la vita e le sue difficoltà». Sì, perché le difficoltà e i momenti duri li vivono anche i Cristiani, ma non li affrontano mai da soli! C’è Dio sempre al nostro fianco e questa sì che è una garanzia!

Se stai vivendo un momento difficile e non sai come fare, se ti senti solo o sola a combattere contro le difficoltà, vogliamo dirti che anche tu puoi trovare aiuto in Dio, proprio come l’abbiamo trovato noi! Non ci credi? Provalo! Tanto provare non ti costa nulla… è gratis! 😀

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Fausto alle prese con un trombone nella prova di attendibilità… Riuscirà a farlo suonare?

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«I soldi non fanno la felicità…» – Storia di Maurizio Catozzi

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Prosegue la trasmissione delle storie vere degli ospiti di Dueperuno, oggi è con noi Maurizio Catozzi! Ascolta  la sua storia su CRC in onda alle 11!

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Maurizio nasce a Torino 47 anni fa in una famiglia di comunisti non credenti; cresce pensando che Dio esiste, ma, associandolo alla chiesa cattolica, se ne tiene a distanza.

Fin da ragazzino, il nostro ospite prova una certa noia a frequentare amicizie tranquille e molto presto, spinto dal suo spirito di ribellione, comincia a girare con persone piuttosto problematiche, tra cui diversi tossicodipendenti.

Pur stringendo amicizie rischiose, il ragazzo non rimane coinvolto nella droga anche perché spaventato dalla morte per overdose di alcuni amici.

Abbiamo chiesto a Maurizio cosa lo spingesse a stare con quegli amici tossicodipendenti considerato che lui non lo era. «Devo dire che io sentivo di voler aiutare le persone» ci ha risposto e ci racconta un aneddoto di quando anni dopo, da allenatore di una squadra di calcio formata da ragazzini, cercava di tirar fuori un giovane dalla droga.

Dopo gli studi, il ribelle si placa e comincia a lavorare in banca. Ma un’occupazione tranquilla, per il nostro ospite, non vuol dire di certo una vita monotona: per anni il divertimento sopra le righe è parte centrale della sua vita.

A 27 anni Maurizio si sposa, ma non è un matrimonio felice: tra litigi e difficoltà il rapporto va avanti per quattro anni e poi arriva la separazione.

A questo punto il giovane decide di cambiare occupazione; lascia la banca e comincia a lavorare nel campo del network marketing per un gestore telefonico: cominciano ad arrivare davvero molti soldi, i viaggi per lavoro in giro per il mondo sono molto frequenti, però lui non è soddisfatto, così lascia nuovamente il lavoro e decide di aprire un locale latino-americano con un amico.

Riprende il divertimento, e inizia la passione per il gioco. Dopo un po’ di tempo, Maurizio viene invitato a gestire un paio di locali nella località sciistica di Sestriere; lì convive con una donna russa, guadagna molti soldi e fa la bella vita, ma ancora non è soddisfatto e tranquillo.

Dopo cinque anni si accorge che uno dei soci gli ha rubato parecchi soldi. Decide di andarsene e torna Torino a casa di suo padre: Maurizio è in una brutta condizione, comincia a soffrire di attacchi di panico, ha crisi depressive e pensa continuamente al suicidio. La delusione provata dal tradimento del suo amico-socio lo getta in uno stato di depressione in cui continua a chiedersi com’è possibile che prima avesse tutto e ora si senta così.

Per tre mesi non esce di casa e per circa un anno rimane in uno state tale da non riuscire nemmeno a lavorare.

Un giorno, la svolta: uno zio di Maurizio gli propone di gestire un bar a Nichelino, una cittadina alle porte di Torino. Andando al bar, il nostro ospite passa davanti alla chiesa dove molti anni prima si era sposato ed è un tuffo nel passato, in mezzo a tanti ricordi.
Il bar è frequentato da molte persone, ma una in particolare colpisce Maurizio: è una giovane donna, di nome Betty, che lavora in un ufficio sopra al bar insieme al marito. Quello che incuriosisce l’uomo, è che la donna è spesso in compagni di uomini diversi, dall’aria poco raccomandabile.

Non potendo farne a meno, Maurizio le chiede “Scusa Betty, ma chi sono tutti questi uomini, pieni di tatuaggi, che porti qui con te?”. Betty gli spiega che quelle persone sono ex carcerati che lei segue: “Sono una cristiana evangelica e anche una sorta di suora laica, che si occupa di queste persone”.

Il nostro amico non sapeva nemmeno chi fossero gli evangelici e questa risposta lo incuriosisce molto. Qualche tempo dopo Maurizio incontra nel suo bar un altro evangelico: il calciatore in forza alla Juventus, Nicola Legrottaglie.

Nicola comincia a parlare al nostro ospite di Gesù, gli dice che Cristo lo ama, ma a Maurizio sembrano solo favolette. Un giorno in cui il calciatore viene invitato a dare la sua testimonianza in chiesa, viene invitato da Nicola anche il nostro amico, che entra per la prima volta in una comunità evangelica: la visita lo incuriosisce davvero molto, perché il locale è semplice e disadorno. «Sembra si siano rubato tutto, qui» è il pensiero dell’uomo.

Tempo dopo, Maurizio va a casa di Betty e suo marito; all’incontro partecipano anche alcuni ex detenuti, convertiti a Cristo. La testimonianza di uno di loro, in particolare, lo colpisce molto; comincia a chiedersi «Ma tutta questa gente, che è così cambiata, felice… Vorrà dire che qualcosa c’è!».

Così, incuriosito, comincia a frequentare una chiesa evangelica e a capire tante cose che prima non sapeva o non capiva, tra cui che il Signore era da molto lo stava cercando, ma lui non era allenato a sentire la sua voce, quindi non la riconosceva. Una volta riconosciuta e aperta la porta del suo cuore, la vita di Maurizio è cambiata proprio come aveva notato in quei credenti che una volta erano stati in carcere…

Cristo sta bussando anche alla porta del tuo cuore! Riesci a sentirlo? Tendi bene l’orecchio, ascolta e poi apri anche tu la porta del tuo cuore: la tua vita cambierà! Non ci credi? provalo!

«Ecco, io sto alla porta e busso: se qualcuno ascolta la mia voce e apre la porta, io entrerò da lui e cenerò con lui ed egli con me». [Cristo, in Apocalisse 3:20]


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Abruzzo: giorno del lutto. Speciale di crc.fm

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Oggi è il giorno dei funerali di Stato per le vittime del terremoto in Abruzzo.

In questa occasione non verrà proposto l’appuntamento con Dueperuno: il Circuito radio cristiane-crc.fm è vicino alle popolazioni colpite dal terremoto in Abruzzo e in occasione della giornata di lutto nazionale dedica uno speciale al dramma di questi giorni e a quanti ne sono coinvolti.

Nel corso del programma sono stati trasmessi interventi da parte di credenti della zona e delle realtà evangeliche che si stanno muovendo per fornire un aiuto concreto agli sfollati.

È possibile ascoltare la puntata speciale tramite il PODCAST

«L’amore di Dio non si ottiene per meriti» – Storia di Andrea Lupica

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Oggi Andrea Lupica ci racconta la sua storia! Ascoltala alle 11 in diretta su crc_banner

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Andrea ha 27 anni,  nasce in un paesino montano della Sicilia; cresce in una famiglia di credenti evangelici: suo padre si occupa dei giovani della chiesa e quindi per Andrea è sia il papà che l’insegnante dei concetti biblici.

Il nostro ospite è proprio un bravo ragazzo, cresciuto a pane e Bibbia, che dà pochi problemi ai suoi ed è molto attaccato in particolare a suo padre, in cui il ragazzo vede un bell’esempio da seguire. Sapere di essere un bravo ragazzo dà ad Andrea la convinzione di meritarsi tutto il buono che gli capita nella vita.

Dopo le medie, Andrea prosegue gli studi, ma per poter frequentare la scuola è obbligato a trasferirsi in un paese a una quarantina di chilometri da casa; lì affitta una stanza in una famiglia e comincia a vivere lontano da quella casa in cui era stato sempre molto bene, con i genitori, con la sorella gemella e i due fratelli molto più grandi di lui.

Per cinque anni il giovane vive con una certa libertà, studiando con impegno e nello stesso tempo crescendo in modo piuttosto autonomo. Durante questo periodo Andrea vive con meno intensità quegli insegnamenti che per anni aveva apprezzato e si ritrova ad allontanarsi da quel Dio che era stato  amico reale per molto tempo.

Un giorno Andrea riceve una brutta notizia: suo padre, quell’uomo che è stato per lui fonte di grande affetto e esempio da seguire, si ammala di tumore; è un duro colpo per il ragazzo, ma lui sa che il Signore può fare qualcosa così gli si rivolge in preghiera, chiedendogli di guarire suo papà.

Man mano che la sua relazione con Dio si riaccende, Andrea si rende conto che quel suo sentirsi un bravo ragazzo, che meritava giustamente le cose ricevute fino ad allora, non era davvero la verità e che l’amore e la grazia di Dio non avrebbe potuto meritarli solo per quel suo essere a posto.  Ma allora, come si fa a ottenere la grazia di Dio, il suo amore e la sua salvezza?

Lo capisce durante un campo evangelico per giovani, a cui partecipa nonostante sia un periodo triste, oltre che per la malattia del padre anche per il trasferimento di uno dei suoi fratelli a Torino. Andrea finalmente capisce che l’amore e la grazia di Dio sono un dono che il Signore fa agli uomini che lo desiderano, pur non avendo nessun motivo per meritarli. Comprende e accetta anche che qualsiasi cosa sarebbe successa sarebbe stata la volontà di Dio e quindi torna a casa con il cuore pieno di pace.

Dopo il campo comincia ad affrontare le cose con uno spirito diverso e questo gli dà conforto man mano che la situazione di suo padre peggiora: non si sente solo in questo cammino, sa che Cristo non lo abbandonerà.

Andrea decide seguire il Signore e di battezzarsi, come testimonianza di quello che Dio aveva fatto in lui; anche sua sorella gemella ha fatto un percorso spirituale che la porta a seguire Dio, così decide di battezzarsi insieme con suo fratello.

Il padre è felice di vedere che i suoi figli hanno fatto la scelta più importante per la vita di ogni persona, ma purtroppo non sarà presente a quell’avvenimento.

Infatti il papà  muore una settimana prima del battesimo; nonostante questo grande dolore, Andrea sperimenta profondamente cosa voglia dire l’amore di Dio, l’unico che sa davvero consolare ogni persona.

Il ragazzo riprende la sua vita, accompagnato da quella presenza divina che lo sostiene, lo supporta e lo consola.

Si sposta nuovamente di città per frequentare l’università, ma adesso Andrea non si allontana più da Dio!

Dopo la laurea in ingegneria elettronica c’è bisogno di trovare lavoro, così il ragazzo raggiunge i fratelli a Torino e lì trova subito l’occupazione giusta.

Anche per Andrea la felicità sta nel fatto che c’è il Signore con noi, infatti dice «Nonostante le cose non belle della vita, noi continuiamo a essere felici perché c’è il Signore con noi!».

Anche tu puoi avere questa felicità! Basta chiedere al Signore di entrare nella tua vita… Non ci credi? Provalo!

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«Basta con la sofferenza! Non voglio più affezionarmi a nessuno» – Storia di Mimma Giannitti

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Oggi è con noi Mimma, che ci racconterà la sua storia… Ascoltala attraverso il podcast di  CRC

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Domenica, detta Mimma, cresce in una famiglia di credenti che frequenta la chiesa evangelica. Anche lei la frequenta, anche se non si definisce una vera e propria credente, anzi si definisce una “nipote” di Dio. Per lei Gesù è vero e reale e lei lo sente molto vicino.

Crescendo si rende conto che desidera un rapporto più serio con Dio, ma una brutta situazione frena il suo cammino; infatti, la morte di suo nonno, al quale era molto attaccata, la ferisce profondamente e da quel momento la ragazza decide di chiudere completamente la porta del suo cuore e si chiude a riccio.

Mimma continua la sua vita apparentemente come prima, ma non vuole più affezionarsi a nessuno, per timore di perdere le persone a cui tiene. Diventa scontrosa e non accetta che le si parli; ha gran timore di legarsi a qualcuno, ma cerca comunque di mascherare il suo vero stato d’animo.

In questo periodo la ragazza inizia a frequentare le scuole superiori dalle suore, una scuola sulla comunicazione, con l’opzione di arte, spettacolo e cinema;  dopo i primi due anni trascorsi tranquillamente, il terzo anno diventa difficile per Mimma: viene diagnosticato un brutto male a sua nonna e questo la getta in un dolore ancora più profondo: «Mi è già morto mio nonno! Ho già sofferto abbastanza…».

La nostra amica inizia a seguire sua nonna durante le terapie a cui deve sottoporsi e anche per questo motivo si ritrova a dover recuperare alcune materie insufficienti; purtroppo non ci riesce e la delusione della bocciatura si aggiunge alla serie di avvenimenti negativi che l’hanno colpita. Quest’ultimo episodio manda in crisi Mimma, che teneva tantissimo alla scuola che frequentava.

Piano piano in Mimma si fa strada un bisogno forte e perentorio:  quello di avere Dio al suo fianco, per camminare con lui.

L’anno successivo decide di frequentare un campo evangelico per giovani e una sera rimane colpita dalle parole del responsabile del campo, che invitava i presenti a lasciare a Cristo tutti i propri pesi, la tristezza, le paure… Mimma accetta quell’invito e una gran pace riempie il suo cuore e la libera da quel senso di dolore e tristezza che si portava dietro da alcuni anni.

Da quel giorno Mimma non è più una “nipote di Dio”, ma una vera figlia! Mimma ci dice: «La vita non è sempre facile, ma ora non sono sola e vivere con Dio è tutta un’altra cosa!».

Un po’ di tempo dopo un’altra brutta notizia colpisce la ragazza: anche a sua mamma viene diagnosticato un brutto male. La notizia è tremenda, ma questa volta Mimma è ben corazzata dall’amore di Cristo e affronta in maniera totalmente diversa la situazione, consapevole di non essere sola e di poter fare affidamento sulla pace e sul sostegno che solo Dio può dare…

Mimma continua a camminare con Gesù e affronta le difficoltà, che toccano anche i veri figli di Dio, con uno spirito nuovo… del resto lo dice Cristo stesso: «Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò riposo.  Prendete su di voi il mio giogo e imparate da me, perché io sono mansueto e umile di cuore;  e voi troverete riposo alle anime vostre;  poiché il mio giogo è dolce e il mio carico è leggero».

E tu, cosa aspetti a mettere alla prova Dio per vedere se mantiene le sue promesse?

Dio è l’unico che ti sostiene nelle difficoltà! Non ci credi? Provalo!

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