«Islamica, cattolica, ortodossa o protestante: non è la religione che salva!» – Storia di Anisa Cela

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Mi chiamo Anisa.  Sono nata in Albania nel 1982, quando c’era ancora la dittatura. Sono cresciuta in un paese ateo fino all’età di 7 anni.

Negli anni novanta, in Albania è caduta la dittatura e allora si inizia a parlare del Signore liberamente. Ricordo che mia mamma mi parlava di un Dio, raccontandomi quello che lei sapeva e quello che il mio nonno mussulmano le aveva raccontato. Scopro cosi che mia mamma credeva e aveva sempre creduto in un Dio che io prima non conoscevo.

In Albania esistono tre religioni: quella mussulmana, quella cattolica, e quella cristiana ortodossa.  Di tradizione, io ero mussulmana.   Continua a leggere

«Pensavo di non contare per nessuno…» – Storia di Mimmo Albanese

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Cari lettori e webascoltatori, oggi vi proponiamo la storia di Mimmo Albanese! Ascoltala in diretta alle 11 su crc

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Mimmo nasce in Calabria, in una famiglia di tradizione cattolica, ma non praticante; quando è ancora un ragazzino, in casa sua si vive una situazione difficile, infatti i suoi genitori sono in piena crisi matrimoniale e in procinto di separarsi.

Ci piace chiedere ai nostri ospiti se da bambini hanno mai sentito parlare di Gesù o di Dio, se hanno ricevuto insegnamenti biblici oppure no: lo facciamo per capire il contesto in cui sono cresciuti. Molte persone credono che la fede si erediti, cioè si è cristiani perché la famiglia d’origine lo è, ma noi crediamo che non sia così e spesso figli di persone che non si interessano a Dio diventano credenti, mentre figli di credenti sono disinteressati all’incontro con Cristo.

Nel caso di Mimmo, i suoi genitori lo hanno battezzato e gli hanno fatto fare la prima comunione, ma non essendo per nulla praticanti non parlano mai di Dio con il figlio. Per lui quella di Cristo è una storia come un’altra.

E ora torniamo alla storia di Mimmo e vediamo un po’ cosa succederà… Continua a leggere

2° Meeting Dueperuno-evangelici.net – Storia di Dorina

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Direttamente da Torre Pellice, ecco la prima parte delle registrazioni fatte durante il secondo raduno a cui hanno partecipato conduttori e ospiti di Dueperuno e moderatori e utenti del forum evangelici.net.
 
La prima giornata, sabato 9 maggio, è stata dedicata al “Dueperuno live”, che ha visto protagoniste Dorina e Patrizia, che hanno condiviso con noi le loro toccanti testimonianze.

 Oggi potrete ascoltare la storia vera di Dorina, nata in Albania e vissuta in un ambiente in cui non c’era posto per Dio, ma Dori era pronto a fargli spazio nel suo cuore e nella sua vita: non perdetevi il suo racconto!

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«Ho cercato l’amore nei posti sbagliati» – Storia di Flavio Cimmino

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Cari ascoltatori e ascoltatrici, lettori e lettrici, anche oggi vi racconteremo una delle storie vere di Dueperuno, la storia di Flavio Cimmino! Ascoltala direttamente dalla sua voce qui: crc

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Flavio è un giovane campano di 28 anni, che vive a Torino.  Nasce in una famiglia di credenti, ma lui è poco interessato a quelle cose, anche se fino all’età di 13 anni frequenta la chiesa evangelica insieme ai suoi genitori.

Anche se ha sempre sentito parlare di Cristo, non crede affatto a quello che i suoi gli raccontano.

Da adolescente lascia gli studi e comincia a lavorare nell’impresa di suo padre. Quando arriva al Nord, a Milano, per lavorare con suo padre, Flavio inizia a fare tutta una serie di esperienze che hanno un comune scopo: la ricerca dell’amore. Il nostro ospite, infatti, sente un profondo bisogno d’amore e comincia a cercarlo in amicizie e abitudini di vita che prima non considerava. Al ragazzo l’amore che la sua famiglia ha sempre dato non basta. Continua a leggere

«Voglio vivere a modo mio!» – Storia di Pasquale Colucci

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Dueperuno vi propone un’altra delle storie vere che sono il centro del programma; oggi è con noi Pasquale Colucci! tramite il podcast di CRC

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Pasquale Colucci nasce in Campania in una famiglia cristiana evangelica; frequenta la chiesa con i suoi genitori, finché non si trasferisce al nord per lavoro. Quando era bambino, per lui Dio esisteva davvero e Gesù era una persona reale.

A causa di alcuni problemi familiari, il ragazzo lascia la scuola e comincia a lavorare, rimanendo in zona, poi si trasferisce a Milano.

Arrivato a Milano, la vita di Pasquale prende un’altra piega e smette di andare in chiesa e di interessarsi delle cose di Dio: «Non ne sentivo proprio il bisogno, perché in fondo era qualcosa che riguardava più i miei genitori che me», precisa il nostro ospite. Continua a leggere

«Anche i bravi ragazzi hanno bisogno di Dio» – Storia di Fausto Carauddo

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Oggi Dueperuno, che finalmente ha a disposizione il nuovo studio di registrazione, è lieta di presentarvi Fausto Carauddo! Ascolta la sua storia alle 11 direttamente su CRC

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A dispetto del suo aspetto, permettete il gioco di parole, Fausto da bambino era un a vera e propria peste e non stava mai fermo.

La sua spiccata vivacità lo aveva fatto finire diverse in situazioni rischiose per la sua incolumità, come quando, a soli cinque anni, ha rischiato di cadere dalla finestra della casa in cui viveva.

Nasce in una famiglia cristiana, che ama il Signore con sincerità e quindi cresce rapportandosi con Dio, credendo in lui e in ciò che leggeva nella Bibbia.

Fausto si ritiene particolarmente benedetto e protetto da Dio, perché per la sua capacità di ficcarsi in situazioni pericolose ha sperimentato più volte come Dio impedisse che si facesse del male.

A quindici anni, mentre si trova con la sua famiglia in un frantoio,  Fausto tocca un macchinario posto sotto tensione e viene colpito da una forte scarica elettrica. Poco prima di svenire, il ragazzino rivolge il suo pensiero a Dio, chiedendogli di salvarlo. Al risveglio il giovane piange di gioia per non aver subito brutte conseguenze.

Qualche anno più tardi, quando ha ventiquattro anni, subisce un brutto incidente stradale sull’autostrada per Genova, di cui sono testimoni diverse persone: all’uscita di una galleria, a causa della forte pioggia, l’auto sbanda e comincia a girare su se stessa diverse volte, per poi finire a lato della carreggiata, senza coinvolgere le altre auto. Tutti i presenti rimangono stupiti e lo è anche Fausto, che esce incolume dall’incidente.

Nei secondi in cui la sua macchina gira, è certo di morire e chiede a Dio di accoglierlo con sé. Nel suo cuore Fausto è certo di sapere dove andrà dopo essere morto.

Sono due le cose che ci hanno colpito della storia di Fausto: il fatto di essere tirato fuori più di una volta da situazioni di pericolo senza subire conseguenze, e il suo essere proprio un bravo ragazzo: un figlio come ogni genitore vorrebbe.

Spesso i nostri ospiti ci raccontano che prima di accettare Gesù nella loro vita non credevano di avere bisogno del perdono di Dio, perché erano brave persone, convinte che i peccatori fossero altri ma non loro.  Fausto, invece, pur cresciuto in una famiglia di credenti, è consapevole che questo non basta: sentiva che era necessario avere una relazione diretta con Dio e che essere bravo non era di certo una garanzia.

Questa consapevolezza, il bisogno di accettare Cristo come salvatore, ha permesso a Fausto di vivere la sua vita con una gioia speciale e di godere delle piene benedizioni di Dio, che gradisce particolarmente chi si affida a Lui.

Ed è proprio questo l’invito che Fausto rivolge ai nostri radioascoltatori e ai nostri lettori: «Accettate il Signore nella vostra vita! È un aiuto quotidiano, non solo fisico, ma anche interiore, per affrontare la vita e le sue difficoltà». Sì, perché le difficoltà e i momenti duri li vivono anche i Cristiani, ma non li affrontano mai da soli! C’è Dio sempre al nostro fianco e questa sì che è una garanzia!

Se stai vivendo un momento difficile e non sai come fare, se ti senti solo o sola a combattere contro le difficoltà, vogliamo dirti che anche tu puoi trovare aiuto in Dio, proprio come l’abbiamo trovato noi! Non ci credi? Provalo! Tanto provare non ti costa nulla… è gratis! 😀

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Fausto alle prese con un trombone nella prova di attendibilità… Riuscirà a farlo suonare?

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«Basta con la sofferenza! Non voglio più affezionarmi a nessuno» – Storia di Mimma Giannitti

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Oggi è con noi Mimma, che ci racconterà la sua storia… Ascoltala attraverso il podcast di  CRC

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Domenica, detta Mimma, cresce in una famiglia di credenti che frequenta la chiesa evangelica. Anche lei la frequenta, anche se non si definisce una vera e propria credente, anzi si definisce una “nipote” di Dio. Per lei Gesù è vero e reale e lei lo sente molto vicino.

Crescendo si rende conto che desidera un rapporto più serio con Dio, ma una brutta situazione frena il suo cammino; infatti, la morte di suo nonno, al quale era molto attaccata, la ferisce profondamente e da quel momento la ragazza decide di chiudere completamente la porta del suo cuore e si chiude a riccio.

Mimma continua la sua vita apparentemente come prima, ma non vuole più affezionarsi a nessuno, per timore di perdere le persone a cui tiene. Diventa scontrosa e non accetta che le si parli; ha gran timore di legarsi a qualcuno, ma cerca comunque di mascherare il suo vero stato d’animo.

In questo periodo la ragazza inizia a frequentare le scuole superiori dalle suore, una scuola sulla comunicazione, con l’opzione di arte, spettacolo e cinema;  dopo i primi due anni trascorsi tranquillamente, il terzo anno diventa difficile per Mimma: viene diagnosticato un brutto male a sua nonna e questo la getta in un dolore ancora più profondo: «Mi è già morto mio nonno! Ho già sofferto abbastanza…».

La nostra amica inizia a seguire sua nonna durante le terapie a cui deve sottoporsi e anche per questo motivo si ritrova a dover recuperare alcune materie insufficienti; purtroppo non ci riesce e la delusione della bocciatura si aggiunge alla serie di avvenimenti negativi che l’hanno colpita. Quest’ultimo episodio manda in crisi Mimma, che teneva tantissimo alla scuola che frequentava.

Piano piano in Mimma si fa strada un bisogno forte e perentorio:  quello di avere Dio al suo fianco, per camminare con lui.

L’anno successivo decide di frequentare un campo evangelico per giovani e una sera rimane colpita dalle parole del responsabile del campo, che invitava i presenti a lasciare a Cristo tutti i propri pesi, la tristezza, le paure… Mimma accetta quell’invito e una gran pace riempie il suo cuore e la libera da quel senso di dolore e tristezza che si portava dietro da alcuni anni.

Da quel giorno Mimma non è più una “nipote di Dio”, ma una vera figlia! Mimma ci dice: «La vita non è sempre facile, ma ora non sono sola e vivere con Dio è tutta un’altra cosa!».

Un po’ di tempo dopo un’altra brutta notizia colpisce la ragazza: anche a sua mamma viene diagnosticato un brutto male. La notizia è tremenda, ma questa volta Mimma è ben corazzata dall’amore di Cristo e affronta in maniera totalmente diversa la situazione, consapevole di non essere sola e di poter fare affidamento sulla pace e sul sostegno che solo Dio può dare…

Mimma continua a camminare con Gesù e affronta le difficoltà, che toccano anche i veri figli di Dio, con uno spirito nuovo… del resto lo dice Cristo stesso: «Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò riposo.  Prendete su di voi il mio giogo e imparate da me, perché io sono mansueto e umile di cuore;  e voi troverete riposo alle anime vostre;  poiché il mio giogo è dolce e il mio carico è leggero».

E tu, cosa aspetti a mettere alla prova Dio per vedere se mantiene le sue promesse?

Dio è l’unico che ti sostiene nelle difficoltà! Non ci credi? Provalo!

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«La fede non si eredita» – Storia di Gaetano Lobello

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Radioamici e radioamiche, oggi vi raccontiamo la storia di Gaetano! Ascoltala quando vuoi grazie al podcast di CRC

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L’ospite di oggi è un giovane di 21 anni… eh sì, spesso i giovani si interessano a Dio: non è mica solo roba da “vecchi”, come potrebbe pensare qualcuno 🙂

Quando Gaetano ha tre anni i suoi genitori accettano Cristo nella loro vita; crescendo, il nostro amico, segue volentieri gli insegnamenti biblici di suo padre e sua madre. Per lui Gesù è una persona reale, con il quale parlare, al quale rivolgersi ogni giorno.

Durante il periodo della scuola dell’obbligo sono evidenti alcune differenze con i compagni di classe, con i quali spesso nascono dei bei confronti su alcuni temi legati alla Bibbia.

Da adolescente la “diversità” di Gaetano gli attira anche qualche antipatia; a volte il ragazzo sente di subire un po’ le scelte fatte dai suoi genitori, ma per lui è importante continuare a rispettare i genitori, sottomettendosi alla loro autorità, fintanto che non si è maggiorenni.  Compiuti diciotto anni avrebbe pensato alla scelta da fare, nel frattempo continua a frequentare gli amici della chiesa e a crescere in un  ambiente decisamente sano.

Quando Gaetano compie quindici anni, muore un caro zio, anche egli credente.  In questa occasione alcune persone vicine alla sua famiglia  si avvicinano al Signore e sono, ovviamente, curiose di capire e conoscere sempre di più.

Il ragazzo  conosce molte cose a proposito della Bibbia, da tempo frequenta la comunità evangelica, in casa si parla spesso dei temi biblici e i suoi genitori vivono una reale esperienza con Cristo; un giorno quegli amici da poco diventati credenti, pongono una domanda su un certo versetto e Gaetano si rende conto che sapere tante cose, essere figlio di credenti non vuol dire essere davvero nella giusta relazione con Dio e capisce di aver bisogno di fare quella giusta esperienza che porta a diventare veri figli di Dio: la fede non si eredita!

Gaetano decide di passare dalla teoria alla pratica e piano piano realizza la vera presenza di Dio nella sua vita: non più un credere perché credono i suoi genitori, non più vivere una fede fanciullesca, ma toccare con mano cosa Dio fa nella vita di una persona che accetta di avere una relazione con lui  aprendo la porta del suo cuore…

E a chi gli dice “Ma hai solo ventuno anni, esci da quella chiesa e goditi la vita!”, Gaetano gli risponde “Io me la sto già godendo e sono felice davvero e l’amore e la pace che ho nel cuore non le cambio con nulla. E tu, sei felice?“.

Credere in Dio, decidere di permettergli di entrare nella propria vita e stravolgerla con il suo amore è un’esperienza fondamentale, che ti consigliamo di fare, perché Dio davvero cambia la vita! Non ci credi? Provalo!

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«Voglio realizzare i miei sogni!» – Storia di Davide Quinto

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Oggi potete ascoltare e leggere la storia di Davide! In onda alle 11 su CRC

La vita di Davide scorre serena fino all’età di quindici anni, quando rimane orfano di entrambi i genitori, malati da tempo, nel giro pochi di mesi.

La sua famiglia, che era molto unita, dopo la perdita dei genitori si unisce ancora di più; per il ragazzo è un periodo davvero duro da superare: suo fratello e sua sorella, di diversi anni più grandi di lui, lo sostengono e lo accudiscono.

Il tempo passa e  Davide vive tristemente: sente forte la mancanza di quelli che considerava i due capisaldi della sua vita e si sente in balia delle onde; a ogni difficoltà si sente sull’orlo di un baratro, nonostante l’affetto dei suoi fratelli, che però lui non percepisce possano aiutarlo davvero.

Frequentando l’oratorio, il ragazzo stringe amicizia con un prete che gli dice che i passi che dovrà fare per avere una vita più stabile sono quelli di trovarsi un lavoro, cercarsi una fidanzata, fare il militare e di sposarsi, per ricreare quella famiglia che gli è venuta a mancare.

Davide prende sul serio queste parole e nel giro di pochi anni realizza tre dei quattro passi indicati dal prete, gli manca solo di sposarsi. A ventiquattro anni è a un passo dal matrimonio.

Ormai vicino alla realizzazione dei suoi sogni, incontra una donna e perde la testa per lei: fino a quel momento era stato un ragazzo posato e non aveva mai fatto colpi di testa. I progetti di Davide, creati con fatica e impegno vanno in fumo.

A quattro mesi dal matrimonio lascia la sua ragazza e allontana tutti da sé, addirittura per alcune settimane sparisce lasciando in pensiero i suoi fratelli, perché consapevole del fatto che amici e parenti non condividevano questa scelta preferiva evitare di vederli e sentirli.

Questa storia, però, si rivela un fuoco di paglia e in poco tempo Davide si ritrova senza nulla, a parte il lavoro.

A quel punto il ragazzo, che fino a prima del colpo di testa era stato tranquillo e posato, decide di cambiare vita e di divertirsi come non aveva mai fatto prima, cercando la felicità e l’euforia nelle uscite, nel mangiare, nel bere, nelle discoteche.

Ma non trova quello che cerca quando rientra a casa si ritrova comunque da solo, senza veri affetti, visto il vuoto che aveva creato intorno a sé, un vuoto che lo porta anche a pensare di farla finita.

Un giorno decide di accettare l’invito di suo fratello ad andare con lui nella comunità evangelica che frequenta da qualche tempo.

Davide, durante gli incontri in chiesa, si rivolge a Dio dicendogli di lasciarlo in pace, perché lui è un bravo ragazzo e non ha bisogno di Cristo: lo sfida a disinteressarsi a lui. Dio accoglie la sfida e lo lascia libero.

Una sera come tante altre, il ragazzo esce con gli amici: il solito divertimento, la discoteca e, in quell’occasione, qualche bicchiere più del dovuto; la serata però non finisce come desiderato: Davide si sente male e scoppia a piangere; ammette a se stesso di avere bisogno di Dio, di volere la sua pace e la sua presenza nella sua vita.

Dio è lì, pronto ad accettare l’arresa del giovane… non aspettava altro!                                                                                                                                                    La vita di Davide cambia, per davvero. Il vuoto che sentiva nel suo cuore non c’è più, non si sente più sull’orlo del baratro…

Pieno di gioia condivide con le persone che frequentava prima dell’incontro con Dio la sua storia, il suo cambiamento, ma gli amici lo prendono per matto o fanatico, ma lui è veramente felice della sua nuova condizione.

Tempo dopo, Davide conosce Marcella, la donna che diventa sua moglie e con la quale diventa papà di Matteo e Claudia.

I suoi sogni alla fine si sono realizzati tutti, ma in più ha anche ottenuto quella pace e quella serenità che solo Dio è in grado di dare

Forse anche tu stai sognando il tuo futuro, oppure hai visto i tuoi sogni infrangersi: fai come Davide, lascia che il Signore trasformi la tua vita!

Dio può aiutarti ad affrontare ogni problema! Non ci credi? Provalo!

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«Io, schiavo dell’eroina per 25 anni» – Storia di Pietro Sarni

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Cari radioascoltatori e internauti, questa è la storia di Pietro, tremenda nel suo svolgersi, strabiliante nel suo cambiamento…
Buon ascolto su CRC e buona lettura.

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Pietro era un ragazzino vivace, piuttosto disubbidiente e ribelle, sempre pronto a fare nuove esperienze.
Per lui la scuola è una sorta di prigione da cui evadere: amava stare per strada, combinarne di tutti colori e mettersi nei pasticci. ben presto si ritrova a frequentare amici molto poco raccomandabili.

Verso i 14 anni inizia a lavorare come macellaio e le cose si mettono piuttosto male: Pietro frequenta abitualmente persone molto poco raccomandabili più grandi di lui, ha qualche soldo in tasca e ben presto si ritrova in guai seri. Vista l’età il suo stipendio viene gestito dalla mamma, così il ragazzo comincia a rubare per pagarsi i divertimenti e i primi spinelli.

Il passaggio dallo spinello alle droghe pesanti è molto rapido per Pietro, che si ritrova a vivere una vita completamente centrata sull’eroina e sui mille modi per procurarsi le dosi quotidiane.

Il furto diventa il suo principale mezzo di sostentamento: ruba ogni cosa che gli capiti a tiro; la sua famiglia entra nel baratro insieme a lui, vittime innocenti di quel “mostro” che rovina l’esistenza di Pietro e delle persone che gli stanno vicino.
I suoi genitori non riescono ad arginare Pietro, tentano come possono, ma non ci riescono. La notte vanno a dormire con le loro cose sotto il materasso, per impedire che il giovane porti via il poco che resta.

Come ben sa chi ha vissuto quest’inferno personalmente o chi l’ha subito per via di un familiare tossicodipendente, lo stato di tossicodipendenza impedisce di capire il male che si fa a chi è vicino; anche per Pietro è così: non capisce e non vede il dolore che procura ai suoi genitori e a suo fratello, perché è troppo occupato a procurarsi, con tutti i mezzi, i 7-8 grammi di droghe pesanti (cocaina ed eroina) di cui ha bisogno tutti i giorni.

Rubare non basta più, così Pietro inizia anche a spacciare. Iniziano anche le prima esperienze in galera: viene arrestato per spaccio più di una volta. Viene anche messo due volte in una comunità per il recupero dei tossicodipendenti, ma appena uscito dal carcere o dalla comunità riprende le sue attività, senza sforzarsi di trovare una via d’uscita.

Gli anni passano, tra droga, furti, spaccio, galera e dolore, tanto dolore. Sono anni lunghi, interminabili; ben 25 anni: lui stesso, a pensarci non si capacita di come sia stato possibile vivere così tremendamente per tanto tempo.

Dopo 25 anni, Pietro è un uomo distrutto, non ha più nulla, è completamente inaffidabile: le persone lo evitano, lo ignorano, sanno che avvicinarsi a lui vorrebbe solo dire dargli la possibilità di essere derubati.

Solo la sua famiglia continua ad avere rapporti con lui, ma sono rapporti tesi, difficili.

Il fratello di Pietro fa un’esperienza particolare e Pietro si accorge di un cambiamento nella sua vita. Pensa: «Com’è possibile che sono senza lavoro, lui e sua moglie, eppure sono così sereni? Cosa è successo? Ah, sì, sarà la chiesa che frequentano, quella chiesa evangelica di cui parlano sempre, a dargli dei soldi». Celestino da un po’ di tempo aveva intrapreso un cammino con Cristo e cercava di spiegare a suo fratello che anche lui avrebbe potuto farlo e che avrebbe potuto vedere la sua vita trasformarsi.

Pietro non crede affatto a quello che gli dice suo fratello: pensa che siano solo favolette senza importanza e agli inviti di Celestino risponde «Guarda che io sto bene così come sono, mica ho bisogno di quelle cose lì, mica ho bisogno di Dio…», ma dentro di sé sa che non è vero che sta bene.

Un giorno Pietro si sente particolarmente a terra. Non capisce bene perché, non si sa dare spiegazione.
Mentre è in macchina con Giuseppe il suo “compagno di spada”, un tossicodipendente con il quale divide le giornate alla ricerca della droga e i “buchi”, sente che qualcosa gli si smuove dentro; si rivolge a Giuseppe e gli dice: «Da domani non cercarmi più». L’amico si chiede se Pietro sa impazzito, ma capisce la fermezza della sua decisione e decide di assecondalo.

Rientrando a casa Pietro è preso da mille dubbi, non capisce perché ha parlato così con Giuseppe, si chiede cosa gli stia succedendo, non riesce a capire ma sente forte dentro di sé il desiderio di cambiare. Non sa a chi rivolgersi, dove trovare la forza per cercare di cambiare, così ripensa alla comunità. Decide di andarci.

A casa comunica ai genitori la sua decisione, ma il padre, stremato da tanti anni di sofferenza, gli dice «Fai quello che vuoi, sappi solo che io stavolta non ci sono. Basta, sbrigatela tu».

Erano passati un paio di giorni da quando aveva detto a Giuseppe di non cercarlo più e in quel periodo non aveva fatto uso di droga, né di metadone. Stava male, ma dentro di sé aveva deciso di non drogarsi e di rientrare in comunità. Pietro decide di andare dal fratello, per dirgli della sua decisione. Sperava di trovarlo da solo, ma in casa c’era anche sua cognata, sdraiata sul letto alle prese con l’influenza.

La trova con la Bibbia in mano e subito pensa «Ecco, sempre con quel libro in mano…». Celestino e sua moglie lo accolgono volentieri e gli chiedono il motivo della sua visita. Pietro comunica il desiderio di tornare in comunità e la sua decisione viene approvata e appoggiata. Celestino intanto invita ancora una volta il fratello nella sua comunità evangelica: «Vieni, tra due settimane ci sono i battesimi in acqua». Pietro non sa cosa siano, non si è mai interessato della chiesa, neanche di quella cattolica, in cui da bambino frequentava l’oratorio, figurarsi di quella evangelica; risponde «Scusa, ma il battesimo che hai fatto da bambino cos’era? Un provino?».

Celestino rinnova il suo invito e gli regala un libro dal titolo “Ehi, Dio!”. Ma Pietro non ha mai letto nulla in vita sua, nemmeno un fumetto! Nonostante le grosse difficoltà, Pietro, per dirla alla sua maniera, divora il libro e sente dentro di sé che gli sta succedendo qualcosa…

Arriva il giorno dei battesimi e per Pietro è un giorno davvero speciale: quella domenica 19 febbraio 2004, in una piccola chiesetta evangelica, il tossicodipendente, l’inaffidabile, il ladro e l’imbroglione che era Pietro non esiste più…

«Ho sentito qualcosa di speciale nel mio cuore, una luce e una pace, una tranquillità e una serenità che non so spiegare a parole…».
Da allora la sua vita è completamente cambiata: è nato un nuovo Pietro! Dio ha tolto il bisogno di drogarsi, ha riempito il vuoto colmandolo di amore e di senso della vita.
Affamato non più di droga ma di Dio, il nostro amico comincia a leggere la Bibbia, pur con difficoltà, e il suo cambiamento diventa sempre più importante e visibile agli occhi di tutti.

Le prove e le difficoltà ci sono ancora, ma la droga è solo un (brutto) ricordo, da cui Pietro è uscito senza bisogno di “scalare il metadone” e senza ricadute. Chi lo conosceva prima e lo vede ora, trasformato tanto nell’intimo quanto nell’aspetto esteriore, dice che lui è un vero “miracolo vivente”.

Chi vive in prima persona l’esperienza della droga e chi la subisce come parente o amico, sa fino a che punto ci si distrugge in queste situazioni, conosce la profonda sofferenza e la sensazione di disperazione, così come l’hanno conosciuta Pietro e i suoi familiari.

Pietro ne è uscito, è una persona nuova: la droga non è più la padrona della sua vita, ora vive lasciandosi cullare, proteggere e guidare da Dio.

Orgoglioso e onorato di aver incontrato Dio e averlo accettato nella sua vita, Pietro ha solo un rammarico: «L’avessi conosciuto prima!».

E tu, hai problemi con la droga? Sei vicino a chi sta distruggendo la propria vita così?
La storia di Pietro, e non è l’unica, dimostra che Dio può cambiare la tua esistenza in un momento… basta accettarlo con sincerità nella propria vita! Non ci credi? PROVALO!

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Nella foto Pietro è alle prese con Luca… Il melone cosa c’entra? Per saperlo ascolta la storia di Pietro tramite il PODCAST al termine della messa in onda…

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