«Per me il gioco d’azzardo era ormai una droga…» – Storia di Dionis Hajro

Mi chiamo Dionis Hajro e sono di nazionalità albanese.
Voglio raccontarvi della meravigliosa grazia che il Signore Cristo Gesù ha manifestato nella mia vita.

Già in Albania avevo sentito parlare di Gesù mediante mia zia ed alcuni miei cugini.  Anche se all’epoca avevo solo 11 anni una frase pronunciata da un mio cugino era rimasta indelebile nella mia mente:  “quando devi pregare, prega sempre nel nome di Gesù Cristo”.

A 13 anni, venuto in Italia, cominciai la scuola, perché il mio obiettivo era quello di impegnarmi nello studio.   Le cose, tuttavia, andarono diversamente.  Infatti frequentando il secondo anno della scuola superiore conobbi degli amici con i quali mi incamminai per una strada che portava solo alla rovina. Avevo all’epoca 16 anni.

Qualche tempo dopo conobbi una ragazza del mio paese (oggi mia fidanzata e futura moglie, ma soprattutto sorella in Cristo Gesù).  Nonostante avessi trovato la ragazza dei miei sogni ciò non bastò a cambiare completamente la mia vita; dico completamente perché in ogni caso posso affermare che il suo amore (e quello delle mie sorelle) mi impedirono di rovinare maggiormente la mia vita entrando nel giro della droga. Di questo oggi rendo grazie a Dio riconoscendo che Egli aveva un piano per me. Continua a leggere

“Luca era gay”: Luca, che ha vissuto una storia simile a quella del protagonista del brano di Povia, si racconta

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Durante l’ultima edizione di Sanremo, il brano di Povia aveva catturato l’attenzione per il contenuto del suo testo, scatenando anche qualche polemica.

Il “protagonista” della canzone, Luca, che ha vissuto una storia simile a quella raccontata da Povia, è stato ospite di Patrizia Scarpino nella sua trasmissione radiofonica “Occhi aperti”, andata in onda lo scorso lunedì.

Ha raccontato la sua storia, le difficoltà dell’infanzia e dell’adolescenza, il vissuto di  figlio di genitori separati, la sofferenza e le prime esperienze con gli uomini, ma anche i dubbi, le paure e, finalmente, il cambiamento avvenuto grazie all’incontro con Cristo e la nuova vita di Luca.

Ascolta la sua storia, raccontata da lui, cliccando qui: http://www.chiesadesio.it/podcast/audio/20090727-occhiaperti.mp3 (la storia inizia subito dopo le news…)

Buon ascolto con i programmi di www.crc.fm!

«La fede non si eredita» – Storia di Gaetano Lobello

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Radioamici e radioamiche, oggi vi raccontiamo la storia di Gaetano! Ascoltala quando vuoi grazie al podcast di CRC

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L’ospite di oggi è un giovane di 21 anni… eh sì, spesso i giovani si interessano a Dio: non è mica solo roba da “vecchi”, come potrebbe pensare qualcuno 🙂

Quando Gaetano ha tre anni i suoi genitori accettano Cristo nella loro vita; crescendo, il nostro amico, segue volentieri gli insegnamenti biblici di suo padre e sua madre. Per lui Gesù è una persona reale, con il quale parlare, al quale rivolgersi ogni giorno.

Durante il periodo della scuola dell’obbligo sono evidenti alcune differenze con i compagni di classe, con i quali spesso nascono dei bei confronti su alcuni temi legati alla Bibbia.

Da adolescente la “diversità” di Gaetano gli attira anche qualche antipatia; a volte il ragazzo sente di subire un po’ le scelte fatte dai suoi genitori, ma per lui è importante continuare a rispettare i genitori, sottomettendosi alla loro autorità, fintanto che non si è maggiorenni.  Compiuti diciotto anni avrebbe pensato alla scelta da fare, nel frattempo continua a frequentare gli amici della chiesa e a crescere in un  ambiente decisamente sano.

Quando Gaetano compie quindici anni, muore un caro zio, anche egli credente.  In questa occasione alcune persone vicine alla sua famiglia  si avvicinano al Signore e sono, ovviamente, curiose di capire e conoscere sempre di più.

Il ragazzo  conosce molte cose a proposito della Bibbia, da tempo frequenta la comunità evangelica, in casa si parla spesso dei temi biblici e i suoi genitori vivono una reale esperienza con Cristo; un giorno quegli amici da poco diventati credenti, pongono una domanda su un certo versetto e Gaetano si rende conto che sapere tante cose, essere figlio di credenti non vuol dire essere davvero nella giusta relazione con Dio e capisce di aver bisogno di fare quella giusta esperienza che porta a diventare veri figli di Dio: la fede non si eredita!

Gaetano decide di passare dalla teoria alla pratica e piano piano realizza la vera presenza di Dio nella sua vita: non più un credere perché credono i suoi genitori, non più vivere una fede fanciullesca, ma toccare con mano cosa Dio fa nella vita di una persona che accetta di avere una relazione con lui  aprendo la porta del suo cuore…

E a chi gli dice “Ma hai solo ventuno anni, esci da quella chiesa e goditi la vita!”, Gaetano gli risponde “Io me la sto già godendo e sono felice davvero e l’amore e la pace che ho nel cuore non le cambio con nulla. E tu, sei felice?“.

Credere in Dio, decidere di permettergli di entrare nella propria vita e stravolgerla con il suo amore è un’esperienza fondamentale, che ti consigliamo di fare, perché Dio davvero cambia la vita! Non ci credi? Provalo!

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«Quale pietra può darti pace e serenità? Forse un’ambra?» – Storia di Pina

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Signori e signore è con noi: Pina! Ascolta la sua storia su CRC-podcast

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Fin da ragazza Pina era una persona alla ricerca della verità: voleva capire il senso delle cose e della vita e perciò era molto attratta dal mondo spirituale.

Pina era molto attratta dal mondo spirituale, perché convinta che avrebbe potuto trovare un po’ di pace, visto che la sua vita era stata piuttosto sofferta a causa del padre, che aveva il vizio del gioco d’azzardo, e per via di un grave incidente che colpì suo fratello rendendolo invalido.

La situazione molto difficile in famiglia porta Pina a cercare risposte e consolazione nel mondo dell’occulto; in breve comincia a esplorare diverse pratiche, tra cui la radioestesia (cioè l’uso del pendolino), la lettura dei tarocchi, gli insegnamenti delle sibille, le rune, la cristalloterapia.

Nonostante l’interesse per il trascendente provava molta rabbia nei confronti di Dio, al quale dava la colpa di vedere le sue sofferenze ma di non fare e non aver fatto niente per aiutarla. Però, attraverso le varie pratiche occulte, Pina era convinta di poter avere un rapporto diverso con Dio.

Quando un lutto colpisce la sua famiglia (muore Anna, la fidanzata di suo fratello), pensa che se i vivi l’hanno delusa, forse con i defunti è diverso; inizia così a cercare di comunicare con i morti attraverso la scrittura automatica. Cerca il contatto con Anna, ma si ritrova a comunicare con strane entità. Questi, che lei chiama spiriti, dicono di vivere in un bel posto, di essere in pace e conoscono molti dettagli delle persone defunte che dicono di essere, ad esempio le loro abitudini, i loro soprannomi e altri dettagli.

Diverse persone si rivolgono a Pina per mettersi in contatto con i loro cari defunti, in particolari i genitori di giovani morti tragicamente. Attraverso questi contatti cerca di aiutare le persone sofferenti per il lutto. Dopo qualche tempo, anche questa pratica, che avrebbe dovuto gratificarla perché le permetteva di dare un conforto alle famiglie dei deceduti, inizia a deluderla: sempre più spesso i parenti chiedevano aiuto per un qualche motivo d’interesse, come vendere o meno una casa. Per lei contava soprattutto il trovare risposte più spirituali, affettive, e non di interesse.

Pina passa ad altre forme di occultismo e alla fine si appassiona alla cristalloterapia e alla guarigione attraverso le pietre. In breve diventa un punto di riferimento per quanti cercavano di ottenere benessere, salute e pace attraverso il potere di pietre e cristalli.
Nonostante la sua fama, si rende conto sempre più spesso di non credere veramente in quello che fa, ma consapevole dell’effetto placebo che le sue parole hanno nelle persone, continua a distribuire varie pietre a seconda dei problemi da affrontare.

Un giorno Pina è al lavoro in fabbrica. Samuele, un suo collega, le chiede «È un’ambra quella che porti al collo?». Lei risponde prontamente «Sì, è un ambra: porta pace e serenità» e si prepara a spiegare a Samuele l’effetto benefico della pietra, ma il ragazzo risponde che solo Dio dà pace e serenità. La nostra ospite rimane senza parole e ripensa alla frase dettale dal collega. È anche piuttosto arrabbiata, perché non è riuscita a spingere il discorso dove lei voleva.

Pochi minuti dopo Samuele la raggiunge e le porge un vangelo di Giovanni; Pina gli dice «Tu sei fanatico come le altre due persone che tempo fa mi hanno regalato un vangelo di Giovanni», infatti in casa ne aveva altre due copie, ma non le aveva mai aperte.
Mentre porge il vangelo, Samuele aggiunge «Tu hai ricevuto il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo: questa volta lo leggerai».

Queste parole colpiscono molto Pina, che sente nel cuore il desiderio di piangere. Le emozioni suscitate dall’incontro con il collega scatenano anche un sentimento di rabbia e Pina comincia a pensare a come fare per evitare anche solo di passare vicino a Samuele, infastidita da quell’ondata di emozioni che si muovevano dentro di lei.

I suoi nuovi sentimenti, però, la spingono a desiderare di leggere il vangelo di Giovanni, e aprendolo con rabbia i suoi occhi cadono sul versetto “Gesù gli disse: Io son la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me” (Giovanni 14:6).
Scoppia a piangere, perché capisce per la prima volta che tutta la sua ricerca nel mondo spirituale non l’aveva portata a Dio, perché a Dio ci si arriva solo per mezzo di Gesù Cristo.

Lì, in un angolo appartato della fabbrica, durante la sua ora di pausa, Pina accetta Gesù come tramite per arrivare a Dio e lo riconosce come salvatore della sua vita. Corre da Samuele e gli racconta cosa è successo dentro di lei.

Dopo tante ricerche Pina trova la vera pace, una serenità senza paragoni, ma si chiede come potrà affrontare le tante persone che si rivolgevano a lei per avere le pietre portafortuna. Aprendo la Bibbia legge due versetti che la colpiscono molto: “Perché se uno si sarà vergognato di me e delle mie parole in questa generazione adultera e peccatrice, anche il Figliuol dell’uomo si vergognerà di lui quando sarà venuto nella gloria del Padre suo coi santi angeli” (Marco 8:38 ) e “essendo Cristo Gesù stesso la pietra angolare” (Efesini 2:20).

Con in mente questi passi biblici, il mattino dopo, quando Silvano chiede Pina una pietra perché quella di suo figlio si è rotta, lei non trova difficoltà a offrigli una nuova “pietra”, preziosissima: Gesù! In pochi giorni molte persone accettano nella loro vita il messaggio di speranza e salvezza che solo Cristo offre: una Persona, non una pietra…

Pina capisce che non erano i morti a parlare con lei, che nessun oggetto può aiutare a cambiare la vita di una persona; ma il mondo dell’occulto esiste davvero e satana è in grado di usare anche queste cose per impedire che gli uomini guardino in direzione di Dio e scoprano l’amore e la pace che solo Lui può dare.

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«Dal successo agli attacchi di panico» – Storia di Samuele Giannini

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Ascoltatori e ascoltatrici, lettori e lettrici, ecco a voi Samuele: l’ospite della terza puntata di Dueperuno – 2009.

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Samuele nasce in una famiglia di cristiani evangelici; da giovanissimo frequenta la chiesa insieme ai suoi genitori.

Durante l’adolescenza inizia ad annoiarsi e cerca altrove il modo di divertirsi.
Samuele è un ragazzino che cresce in fretta: frequenta amici più grandi di lui che lo portano a spasso in macchina e in giro per discoteche. Iniziano le prime esperienze con le ragazze, che saranno, nel tempo, un vero chiodo fisso per lui così come il suo aspetto fisico a cui dedica molto tempo tra palestra, parrucchiere e lampade abbronzanti: è un bel ragazzo e ne è consapevole. Tenta anche la strada della moda: frequenta un corso per diventare fotomodello, ma non trova gli agganci giusti e rinuncia.

Parte per il militare e al termine del servizio di leva comincia a lavorare come rappresentate porta a porta vendendo imitazioni di profumi. È bravo e guadagna piuttosto bene, così Samuele si ritrova ben presto ad avere molti soldi che gli permettono di mantenere uno stile di vita sopra le righe all’insegna della sregolatezza.

La sua famiglia non approva il suo modo di vivere, così Samuele va a vivere da solo. I successivi saranno cinque anni intensi, in cui non manca ogni genere di divertimento e soprattutto non mancano le ragazze, ma quando è solo, il nostro ospite, prova un senso di solitudine interiore, frustrazione, delusione e un senso di rabbia che non si spiega.

Per scaricare la tensione si iscrive a un corso di kick e thai boxe. Si impegna molto e ottiene ottimi risultati; questi sport e le ragazze diventano le sue occupazioni principali.

Un giorno, però, succede qualcosa di improvviso e molto sgradevole: Samuele viene colpito da attacchi di panico e in breve cade in depressione. Non riesce neanche più a mangiare e dimagrisce visibilmente. In questo stato di deperimento e forte sofferenza psicologica, decide di chiedere aiuto alla sua famiglia, che prontamente lo riprende in casa.

Durante la forte crisi depressiva, Samuele sente il desiderio di leggere la Bibbia e cerca un verso del vangelo di Giovanni che si ricordava di aver letto da piccolo: “Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna” (Giovanni 3:16).

La depressione si acuisce e lui inizia a pensare al suicidio; decide di andare dal medico, che dopo averlo ascoltato gli prescrive degli psicofarmaci. Mentre è seduto nello studio del medico, sente dentro di sé un forte richiamo, un invito: “Tu non hai bisogno di queste cose… tu hai bisogno di me“.

Samuele capisce che Dio gli sta tendendo la sua mano e lui prontamente la afferra…

Vuoi sentire la storia di Samuele in diretta? Ascoltala con il PODCAST

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«Aiuto! Sono un’eretica!» – Storia di Silvia Mulas

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Ecco a voi la seconda puntata! L’ospite è Silvia, una sarda trapiantata in “continente” 🙂

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Silvia si definisce una “noiosa brava ragazza“: andava bene a scuola, frequentava la chiesa cattolica, non dava problemi in casa…

La “brava ragazza di estrazione cattolica”, però, comincia a farsi un po’ di domande sulla vita e sulla sua religione: “Chi è santo e chi non lo è? Chi lo decide? Chi stabilisce chi va in paradiso e chi no?“.

Per Silvia Dio esiste, ma lei lo vede come un Essere severo, pronto a punire al primo sbaglio. Le sembra strano avere una relazione con questo Dio un po’ padre-padrone e soprattutto pensa sia davvero riduttivo considerarlo solo un’oretta alla settimana, giusto il tempo della messa.

Silvia prova a porre a sua madre le domande che le frullano in testa, ma si sente dare dell’eretica!

Tempo dopo, durante un viaggio da parenti che vivono in Australia, conosce un ragazzo di fede protestante battista: Silvia comincia a fargli molte domande, esprimendo apertamente i suoi dubbi. Il ragazzo, dopo averla ascoltata le dice :”Strano, se tu ti fai tutte queste domande e hai tutti questi dubbi, vuol dire che sei protestante: non sei cattolica!”. Per Silvia è uno shock. “Chi, io? Ma sta a vedere che mia madre aveva ragione! Sono proprio un’eretica! Protestante? Ma no… poi loro non hanno nemmeno la madonna e i santi!” Lei non vuole essere protestante: le sembra di tradire Dio.

Tornata in Italia, va a parlare con il suo parroco, il quale le dice che la scelta non è se essere protestante o meno, ma decidere se stare con Dio o senza Dio. Così Silvia decide di mettersi alla ricerca del vero significato dell’essere cristiano: partecipa a corsi, seminari e incontri.

All’Università conosce i Gruppi biblici universitari e con loro inizia a leggere la Bibbia. Una studentessa le regala il libro Le basi del cristianesimo.

Silvia capisce che essere cristiani vuol dire “dare la propria vita a Gesù, mettendo tutto nelle sue mani”, ma le sembra qualcosa di molto irrazionale. Decide comunque di provare, nonostante la sua razionalità la freni…

Decisa a fare questa esperienza, Silvia accetta di fare questo incontro con Cristo e… la sua vita cambia!

“Conoscere Dio è un’esperienza incredibile… Vivere con Gesù è un’avventura, altro che noia!

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