«Ho cercato l’amore nei posti sbagliati» – Storia di Flavio Cimmino

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Cari ascoltatori e ascoltatrici, lettori e lettrici, anche oggi vi racconteremo una delle storie vere di Dueperuno, la storia di Flavio Cimmino! Ascoltala direttamente dalla sua voce qui: crc

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Flavio è un giovane campano di 28 anni, che vive a Torino.  Nasce in una famiglia di credenti, ma lui è poco interessato a quelle cose, anche se fino all’età di 13 anni frequenta la chiesa evangelica insieme ai suoi genitori.

Anche se ha sempre sentito parlare di Cristo, non crede affatto a quello che i suoi gli raccontano.

Da adolescente lascia gli studi e comincia a lavorare nell’impresa di suo padre. Quando arriva al Nord, a Milano, per lavorare con suo padre, Flavio inizia a fare tutta una serie di esperienze che hanno un comune scopo: la ricerca dell’amore. Il nostro ospite, infatti, sente un profondo bisogno d’amore e comincia a cercarlo in amicizie e abitudini di vita che prima non considerava. Al ragazzo l’amore che la sua famiglia ha sempre dato non basta. Continua a leggere

«Basta con la sofferenza! Non voglio più affezionarmi a nessuno» – Storia di Mimma Giannitti

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Oggi è con noi Mimma, che ci racconterà la sua storia… Ascoltala attraverso il podcast di  CRC

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Domenica, detta Mimma, cresce in una famiglia di credenti che frequenta la chiesa evangelica. Anche lei la frequenta, anche se non si definisce una vera e propria credente, anzi si definisce una “nipote” di Dio. Per lei Gesù è vero e reale e lei lo sente molto vicino.

Crescendo si rende conto che desidera un rapporto più serio con Dio, ma una brutta situazione frena il suo cammino; infatti, la morte di suo nonno, al quale era molto attaccata, la ferisce profondamente e da quel momento la ragazza decide di chiudere completamente la porta del suo cuore e si chiude a riccio.

Mimma continua la sua vita apparentemente come prima, ma non vuole più affezionarsi a nessuno, per timore di perdere le persone a cui tiene. Diventa scontrosa e non accetta che le si parli; ha gran timore di legarsi a qualcuno, ma cerca comunque di mascherare il suo vero stato d’animo.

In questo periodo la ragazza inizia a frequentare le scuole superiori dalle suore, una scuola sulla comunicazione, con l’opzione di arte, spettacolo e cinema;  dopo i primi due anni trascorsi tranquillamente, il terzo anno diventa difficile per Mimma: viene diagnosticato un brutto male a sua nonna e questo la getta in un dolore ancora più profondo: «Mi è già morto mio nonno! Ho già sofferto abbastanza…».

La nostra amica inizia a seguire sua nonna durante le terapie a cui deve sottoporsi e anche per questo motivo si ritrova a dover recuperare alcune materie insufficienti; purtroppo non ci riesce e la delusione della bocciatura si aggiunge alla serie di avvenimenti negativi che l’hanno colpita. Quest’ultimo episodio manda in crisi Mimma, che teneva tantissimo alla scuola che frequentava.

Piano piano in Mimma si fa strada un bisogno forte e perentorio:  quello di avere Dio al suo fianco, per camminare con lui.

L’anno successivo decide di frequentare un campo evangelico per giovani e una sera rimane colpita dalle parole del responsabile del campo, che invitava i presenti a lasciare a Cristo tutti i propri pesi, la tristezza, le paure… Mimma accetta quell’invito e una gran pace riempie il suo cuore e la libera da quel senso di dolore e tristezza che si portava dietro da alcuni anni.

Da quel giorno Mimma non è più una “nipote di Dio”, ma una vera figlia! Mimma ci dice: «La vita non è sempre facile, ma ora non sono sola e vivere con Dio è tutta un’altra cosa!».

Un po’ di tempo dopo un’altra brutta notizia colpisce la ragazza: anche a sua mamma viene diagnosticato un brutto male. La notizia è tremenda, ma questa volta Mimma è ben corazzata dall’amore di Cristo e affronta in maniera totalmente diversa la situazione, consapevole di non essere sola e di poter fare affidamento sulla pace e sul sostegno che solo Dio può dare…

Mimma continua a camminare con Gesù e affronta le difficoltà, che toccano anche i veri figli di Dio, con uno spirito nuovo… del resto lo dice Cristo stesso: «Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò riposo.  Prendete su di voi il mio giogo e imparate da me, perché io sono mansueto e umile di cuore;  e voi troverete riposo alle anime vostre;  poiché il mio giogo è dolce e il mio carico è leggero».

E tu, cosa aspetti a mettere alla prova Dio per vedere se mantiene le sue promesse?

Dio è l’unico che ti sostiene nelle difficoltà! Non ci credi? Provalo!

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«Voglio realizzare i miei sogni!» – Storia di Davide Quinto

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Oggi potete ascoltare e leggere la storia di Davide! In onda alle 11 su CRC

La vita di Davide scorre serena fino all’età di quindici anni, quando rimane orfano di entrambi i genitori, malati da tempo, nel giro pochi di mesi.

La sua famiglia, che era molto unita, dopo la perdita dei genitori si unisce ancora di più; per il ragazzo è un periodo davvero duro da superare: suo fratello e sua sorella, di diversi anni più grandi di lui, lo sostengono e lo accudiscono.

Il tempo passa e  Davide vive tristemente: sente forte la mancanza di quelli che considerava i due capisaldi della sua vita e si sente in balia delle onde; a ogni difficoltà si sente sull’orlo di un baratro, nonostante l’affetto dei suoi fratelli, che però lui non percepisce possano aiutarlo davvero.

Frequentando l’oratorio, il ragazzo stringe amicizia con un prete che gli dice che i passi che dovrà fare per avere una vita più stabile sono quelli di trovarsi un lavoro, cercarsi una fidanzata, fare il militare e di sposarsi, per ricreare quella famiglia che gli è venuta a mancare.

Davide prende sul serio queste parole e nel giro di pochi anni realizza tre dei quattro passi indicati dal prete, gli manca solo di sposarsi. A ventiquattro anni è a un passo dal matrimonio.

Ormai vicino alla realizzazione dei suoi sogni, incontra una donna e perde la testa per lei: fino a quel momento era stato un ragazzo posato e non aveva mai fatto colpi di testa. I progetti di Davide, creati con fatica e impegno vanno in fumo.

A quattro mesi dal matrimonio lascia la sua ragazza e allontana tutti da sé, addirittura per alcune settimane sparisce lasciando in pensiero i suoi fratelli, perché consapevole del fatto che amici e parenti non condividevano questa scelta preferiva evitare di vederli e sentirli.

Questa storia, però, si rivela un fuoco di paglia e in poco tempo Davide si ritrova senza nulla, a parte il lavoro.

A quel punto il ragazzo, che fino a prima del colpo di testa era stato tranquillo e posato, decide di cambiare vita e di divertirsi come non aveva mai fatto prima, cercando la felicità e l’euforia nelle uscite, nel mangiare, nel bere, nelle discoteche.

Ma non trova quello che cerca quando rientra a casa si ritrova comunque da solo, senza veri affetti, visto il vuoto che aveva creato intorno a sé, un vuoto che lo porta anche a pensare di farla finita.

Un giorno decide di accettare l’invito di suo fratello ad andare con lui nella comunità evangelica che frequenta da qualche tempo.

Davide, durante gli incontri in chiesa, si rivolge a Dio dicendogli di lasciarlo in pace, perché lui è un bravo ragazzo e non ha bisogno di Cristo: lo sfida a disinteressarsi a lui. Dio accoglie la sfida e lo lascia libero.

Una sera come tante altre, il ragazzo esce con gli amici: il solito divertimento, la discoteca e, in quell’occasione, qualche bicchiere più del dovuto; la serata però non finisce come desiderato: Davide si sente male e scoppia a piangere; ammette a se stesso di avere bisogno di Dio, di volere la sua pace e la sua presenza nella sua vita.

Dio è lì, pronto ad accettare l’arresa del giovane… non aspettava altro!                                                                                                                                                    La vita di Davide cambia, per davvero. Il vuoto che sentiva nel suo cuore non c’è più, non si sente più sull’orlo del baratro…

Pieno di gioia condivide con le persone che frequentava prima dell’incontro con Dio la sua storia, il suo cambiamento, ma gli amici lo prendono per matto o fanatico, ma lui è veramente felice della sua nuova condizione.

Tempo dopo, Davide conosce Marcella, la donna che diventa sua moglie e con la quale diventa papà di Matteo e Claudia.

I suoi sogni alla fine si sono realizzati tutti, ma in più ha anche ottenuto quella pace e quella serenità che solo Dio è in grado di dare

Forse anche tu stai sognando il tuo futuro, oppure hai visto i tuoi sogni infrangersi: fai come Davide, lascia che il Signore trasformi la tua vita!

Dio può aiutarti ad affrontare ogni problema! Non ci credi? Provalo!

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«Sono troppo giovane per pensare a Dio, meglio il calcio!» – Storia di Calogero Gravano

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Oggi raccontiamo la storia di Calogero! Ascoltala su CRC alle 11.

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Dopo aver superato la prova di idoneità, il provetto cuoco-drammatico nonché ottimo ricettaro-giornalista Calogero ci racconta la sua storia…

La famiglia di Calogero, dopo aver chiuso una pizzeria, si trasferisce dalla Sicilia a Torino per trovare lavoro e cercare di risolvere seri problemi economici; Calogero è solo un bambino, ma spesso vede i suoi genitori tristi a causa delle difficoltà in cui si trovano.

Qualche tempo dopo l’arrivo nel capoluogo piemontese i suoi vivono un’esperienza speciale con Dio: la loro vita cambia e nonostante abbiano ancora diverse difficoltà le affrontano con uno spirito diverso.

A quel tempo Calogero ha 5 anni e anche se non percepisce granché del cambiamento avvenuto in sua madre e suo padre, sente che sono più contenti, sereni.

Il nostro ospite ci racconta che durante l’infanzia e l’adolescenza andava nella chiesa evangelica con i suoi; gli piaceva ascoltare, ma non sentiva dentro di lui la stessa gioia che provavano i genitori. Ha continuato a frequentare la chiesa fino a 19 anni, ma senza esserne troppo coinvolto, perché crede di essere troppo giovane per pensare a Dio e a quello che lo riguarda.

Il vero interesse di Calogero è un altro: il calcio. La sua è una vera e propria passione, che lo porta a giocare in una squadra e qui iniziano i primi conflitti, perché i genitori vorrebbero che continuasse ad andare al culto della domenica con loro, mentre lui preferisce impegnarsi nelle partite. Quel lieve interesse che aveva per Dio piano piano si assopisce.

Nonostante si dedichi a ciò che più gli piace, Calogero un giorno comincia a sentirsi non proprio soddisfatto di quello che fa e percepisce un senso di vuoto, che nemmeno la sua passione per il calcio riesce a riempire. Prende a interrogarsi sul senso della sua vita e prova il desiderio di sentire quello che vivono i suoi genitori nella loro vita; decide anche di partecipare a un raduno evangelico per giovani.

Prima di partire si rivolge a Dio dicendogli, in senso di sfida, «Se veramente tu esisti fa che anche io possa sentirti così come ti sentono i miei, come ti sentono le persone che incontro in chiesa; voglio sperimentarti nella mia vita». Lanciata la sfida, parte per il raduno e la sera stessa del suo arrivo Calogero sente forte il richiamo di Dio, quasi gli stesse dicendo «Vedi che esisto?».

È bastato chiedere a Dio di mostrarsi per ottenere una risposta e, finalmente, capire cosa provano i suoi genitori e sentire le stesse sensazioni: quel senso di vuoto è sparito, il vuoto è colmato da Dio, così come asseriva lo scienziato Blaise Pascal.

La vita di Calogero cambia profondamente. «È molto difficile spiegare cosa si prova quando ci si relaziona con Dio, cosa scatta dentro, cosa succede… Ci si sente liberi!».

E dopo l’incontro con Gesù la vita è tutta rose è fiori? E no! Le difficoltà ci sono, anche a causa di quello che viene definito il “nemico della nostra anima”, il diavolo, che vuole far inciampare le persone, ferirle, tenerle lontane da Dio…

Però vivere con Dio a fianco è tutta un’altra cosa: non si è mai soli, non si è mai disperati!

Certo, non è facile spiegare cosa vuol dire vivere con Dio… In effetti non è facile nemmeno spiegare un’arancia e il suo sapore a chi non l’ha mai vista o assaggiata: si può descriverne l’aspetto, il profumo, la consistenza e il sapore, ma se non la si tocca e la si assaggia non si può capirlo davvero.

Con Dio è la stessa cosa: devi “assaggiarlo” per capire…

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«Dal successo agli attacchi di panico» – Storia di Samuele Giannini

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Ascoltatori e ascoltatrici, lettori e lettrici, ecco a voi Samuele: l’ospite della terza puntata di Dueperuno – 2009.

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Samuele nasce in una famiglia di cristiani evangelici; da giovanissimo frequenta la chiesa insieme ai suoi genitori.

Durante l’adolescenza inizia ad annoiarsi e cerca altrove il modo di divertirsi.
Samuele è un ragazzino che cresce in fretta: frequenta amici più grandi di lui che lo portano a spasso in macchina e in giro per discoteche. Iniziano le prime esperienze con le ragazze, che saranno, nel tempo, un vero chiodo fisso per lui così come il suo aspetto fisico a cui dedica molto tempo tra palestra, parrucchiere e lampade abbronzanti: è un bel ragazzo e ne è consapevole. Tenta anche la strada della moda: frequenta un corso per diventare fotomodello, ma non trova gli agganci giusti e rinuncia.

Parte per il militare e al termine del servizio di leva comincia a lavorare come rappresentate porta a porta vendendo imitazioni di profumi. È bravo e guadagna piuttosto bene, così Samuele si ritrova ben presto ad avere molti soldi che gli permettono di mantenere uno stile di vita sopra le righe all’insegna della sregolatezza.

La sua famiglia non approva il suo modo di vivere, così Samuele va a vivere da solo. I successivi saranno cinque anni intensi, in cui non manca ogni genere di divertimento e soprattutto non mancano le ragazze, ma quando è solo, il nostro ospite, prova un senso di solitudine interiore, frustrazione, delusione e un senso di rabbia che non si spiega.

Per scaricare la tensione si iscrive a un corso di kick e thai boxe. Si impegna molto e ottiene ottimi risultati; questi sport e le ragazze diventano le sue occupazioni principali.

Un giorno, però, succede qualcosa di improvviso e molto sgradevole: Samuele viene colpito da attacchi di panico e in breve cade in depressione. Non riesce neanche più a mangiare e dimagrisce visibilmente. In questo stato di deperimento e forte sofferenza psicologica, decide di chiedere aiuto alla sua famiglia, che prontamente lo riprende in casa.

Durante la forte crisi depressiva, Samuele sente il desiderio di leggere la Bibbia e cerca un verso del vangelo di Giovanni che si ricordava di aver letto da piccolo: “Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna” (Giovanni 3:16).

La depressione si acuisce e lui inizia a pensare al suicidio; decide di andare dal medico, che dopo averlo ascoltato gli prescrive degli psicofarmaci. Mentre è seduto nello studio del medico, sente dentro di sé un forte richiamo, un invito: “Tu non hai bisogno di queste cose… tu hai bisogno di me“.

Samuele capisce che Dio gli sta tendendo la sua mano e lui prontamente la afferra…

Vuoi sentire la storia di Samuele in diretta? Ascoltala con il PODCAST

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