“Luca era gay”: Luca, che ha vissuto una storia simile a quella del protagonista del brano di Povia, si racconta

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Durante l’ultima edizione di Sanremo, il brano di Povia aveva catturato l’attenzione per il contenuto del suo testo, scatenando anche qualche polemica.

Il “protagonista” della canzone, Luca, che ha vissuto una storia simile a quella raccontata da Povia, è stato ospite di Patrizia Scarpino nella sua trasmissione radiofonica “Occhi aperti”, andata in onda lo scorso lunedì.

Ha raccontato la sua storia, le difficoltà dell’infanzia e dell’adolescenza, il vissuto di  figlio di genitori separati, la sofferenza e le prime esperienze con gli uomini, ma anche i dubbi, le paure e, finalmente, il cambiamento avvenuto grazie all’incontro con Cristo e la nuova vita di Luca.

Ascolta la sua storia, raccontata da lui, cliccando qui: http://www.chiesadesio.it/podcast/audio/20090727-occhiaperti.mp3 (la storia inizia subito dopo le news…)

Buon ascolto con i programmi di www.crc.fm!

«Pensavo di non contare per nessuno…» – Storia di Mimmo Albanese

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Cari lettori e webascoltatori, oggi vi proponiamo la storia di Mimmo Albanese! Ascoltala in diretta alle 11 su crc

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Mimmo nasce in Calabria, in una famiglia di tradizione cattolica, ma non praticante; quando è ancora un ragazzino, in casa sua si vive una situazione difficile, infatti i suoi genitori sono in piena crisi matrimoniale e in procinto di separarsi.

Ci piace chiedere ai nostri ospiti se da bambini hanno mai sentito parlare di Gesù o di Dio, se hanno ricevuto insegnamenti biblici oppure no: lo facciamo per capire il contesto in cui sono cresciuti. Molte persone credono che la fede si erediti, cioè si è cristiani perché la famiglia d’origine lo è, ma noi crediamo che non sia così e spesso figli di persone che non si interessano a Dio diventano credenti, mentre figli di credenti sono disinteressati all’incontro con Cristo.

Nel caso di Mimmo, i suoi genitori lo hanno battezzato e gli hanno fatto fare la prima comunione, ma non essendo per nulla praticanti non parlano mai di Dio con il figlio. Per lui quella di Cristo è una storia come un’altra.

E ora torniamo alla storia di Mimmo e vediamo un po’ cosa succederà… Continua a leggere

«Dio stava cercando proprio me»- Storia di Katia Rudian

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Eccoci di nuovo con voi per raccontarvi e farvi sentire un’altra delle toccanti storie vere di Dueperuno, la trasmissione che va in onda il venerdì alle 11 su  crc. Oggi ascoltiamo la storia di Katia Rudian!

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Katia cresce in una famiglia molto unita e serena, cattolica praticante, che “dedica” la figlia a sant’Antonio da Padova, al quale Katia si rivolge come se fosse un angelo custode.

Questo dura fino all’età delle medie inferiori, quando la nostra ospite fa amicizia con una compagna di classe, che le parla di Gesù in un modo che lei non ha mai sentito. «Fino a quel momento per me Gesù era là, sulla croce – ci spiega -, ma ascoltando le parole della mia compagna ho sentito che Lui era qui, vicino a me». L’amica le parla anche della Bibbia, libro che Katia non ha mai toccato, e degli incontri che si tengono nella chiesa evangelica, da lei frequentata, il sabato pomeriggio.

Katia si incuriosisce molto, vorrebbe vedere cosa succede in questa chiesa diversa dalla sua e chiede ai suoi se può andare nella chiesa evangelica con la sua amica. La risposta è perentoria: «No!». Ubbidiente ai suoi genitori, la ragazzina non insiste. Continua a leggere

2° Meeting Dueperuno-evangelici.net – Storia di Dorina

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Direttamente da Torre Pellice, ecco la prima parte delle registrazioni fatte durante il secondo raduno a cui hanno partecipato conduttori e ospiti di Dueperuno e moderatori e utenti del forum evangelici.net.
 
La prima giornata, sabato 9 maggio, è stata dedicata al “Dueperuno live”, che ha visto protagoniste Dorina e Patrizia, che hanno condiviso con noi le loro toccanti testimonianze.

 Oggi potrete ascoltare la storia vera di Dorina, nata in Albania e vissuta in un ambiente in cui non c’era posto per Dio, ma Dori era pronto a fargli spazio nel suo cuore e nella sua vita: non perdetevi il suo racconto!

 crc

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«Ho cercato l’amore nei posti sbagliati» – Storia di Flavio Cimmino

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Cari ascoltatori e ascoltatrici, lettori e lettrici, anche oggi vi racconteremo una delle storie vere di Dueperuno, la storia di Flavio Cimmino! Ascoltala direttamente dalla sua voce qui: crc

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Flavio è un giovane campano di 28 anni, che vive a Torino.  Nasce in una famiglia di credenti, ma lui è poco interessato a quelle cose, anche se fino all’età di 13 anni frequenta la chiesa evangelica insieme ai suoi genitori.

Anche se ha sempre sentito parlare di Cristo, non crede affatto a quello che i suoi gli raccontano.

Da adolescente lascia gli studi e comincia a lavorare nell’impresa di suo padre. Quando arriva al Nord, a Milano, per lavorare con suo padre, Flavio inizia a fare tutta una serie di esperienze che hanno un comune scopo: la ricerca dell’amore. Il nostro ospite, infatti, sente un profondo bisogno d’amore e comincia a cercarlo in amicizie e abitudini di vita che prima non considerava. Al ragazzo l’amore che la sua famiglia ha sempre dato non basta. Continua a leggere

«Ho sfidato Dio» – Storia di Daniele Zummo

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Radioamici e radioamiche, bloglettori e bloglettrici ecco a voi la storia di Daniele Zummo! Ascoltala tramite il podcast sul sito di  CRC

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A destra, Daniele.

Daniele è un giovane di 26 anni. Nasce in una famiglia di credenti evangelici e segue con piacere i suoi genitori quando vanno agli incontri e ai culti, perché si trova molto bene con i figli degli altri credenti, ma non ha granché interesse per ciò che riguarda Dio.

Il nostro amico ha la faccia da bravo ragazzo, ma, come dice lui stesso, il suo viso pulito maschera un caratterino… lo stesso di suo fratello, di poco più grande di lui. In pratica è tranquillo e ubbidiente a casa e con gli amici della chiesa e ribelle e disubbidiente con gli altri amici. Quello che frena un po’ il carattere ribelle di Daniele è il timore delle punizioni da parte dei suoi genitori.

Ma il timore non basta a tenere il ragazzo lontano dai guai e dal desiderio di voler provare quello che i suoi amici provano, spinto da un gran senso di curiosità e di sfida; continua a frequentare la chiesa con i suoi genitori, ma con disinteresse crescente, magari chiacchierando durante gli incontri.

Verso i 17-18 anni Daniele vive alcune fasi critiche: il suo amico per la pelle si trasferisce in un altra regione, un nuovo compagno di classe lo infastidisce… L’adolescenza è sempre una tappa un po’ complicata e certamente non è più facile se la si vive con un continuo voler sfidare, voler provare di tutto…

Un giorno è spinto dalla curiosità di provare una cosa di cui sua madre parla spesso: mettere alla prova Gesù. Cosa vuol dire? Vuol dire “sfidare” Dio a intervenire in un qualche ambito della propria vita e fare affidamento su di lui.

Daniele lo fa, per vedere se sua madre ha ragione, ma lo fa con lo spirito sbagliato: per lui mettere alla prova Dio vuol dire combinare qualcosa e poi dirgli «Se tu ci sei ed esisti, adesso io faccio questo e tu devi intervenire così»; insomma, un istigare Dio.

Ovviamente Dio non è al nostro comando e nemmeno a quello di Daniele, ma invece di capire che è un altro il modo di rapportarsi a Dio, ecco che lui lo sminuisce, pensando che se anche esiste, di certo non s’interessa alla sua vita e che forse non è così potente come gli diceva sua madre…

L’ennesima occasione in cui istigare Dio si presenta durante una gita scolastica in cui con i compagni di scuola si sbizzarriscono tra spinelli, altre droghe e molto alcool. Il ragazzo beve e fuma gli spinelli, ma qualcosa lo ferma dal prendere la cocaina che gli viene offerta e decide di andarsene a dormire. In questo caso, Dio accetta la sfida di Daniele e lo ferma dal farsi ancora più del male.

Il momento del cambiamento arriva un po’ di tempo dopo. Il giovane è sotto una tenda di evangelizzazione e un uomo sta predicando. Daniele ascolta e sente qualcosa muoversi dentro il suo cuore, ma vinto dal suo senso di ribellione, cerca di zittire quei sentimenti.

A un certo punto, il predicatore invita chi è lontano da Dio ad avvicinarsi a Lui; è un appello accorato e al ragazzo sembra che quell’invito sia rivolto proprio a lui. Daniele resiste e resiste, cerca di sopprimere quel desiderio sempre più forte di cedere davanti al richiamo dolce e deciso di Dio. Diverse persone accettano di avvicinarsi al Signore, ma lui no.

L’uomo continua il suo invito ad accettare Dio e stavolta insiste, sentendo che tra i molti presenti c’è qualcuno che pur resistendo ha un forte desiderio nel cuore, così dice: «C’è qualcun altro? Sì, io lo so che c’è ancora qualcuno che vuole venire qui, che vuole essere salvato. Vieni, io sto chiamando proprio te».

Finalmente Daniele cede e accetta il Signore nella sua vita: conosce una pace e una liberazione come non aveva mai provato prima e comincia a camminare con Dio al suo fianco.

In quel momento capisce che crescere in una famiglia evangelica, di credenti, non è garanzia di un bel rapporto sincero e diretto con Dio, ma c’è bisogno di mettersi in gioco in prima persona. Daniele lo ha fatto, smettendo di sfidare Dio nel modo sbagliato, ma lasciando che lui si riveli ogni giorno un po’ di più, donando il suo immenso amore, la sua presenza dolce e protettiva, le sue benedizioni…

Tutti possono sperimentare l’amore e la pace di Dio: anche tu!

Se come Daniele vivi la vita con un senso di sfida, cercando di dettare tu le regole del gioco, volendo fare per forza di testa, ma non sei felice, sei insoddisfatto per come ti vanno le cose, fai come il nostro amico e come abbiamo fatto anche noi: fidati di Dio e lascia che si prenda cura di te. Non puoi immaginare che meraviglia è finché non l’hai provata…

Dio ti benedica!

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Nella foto Daniele alle prese con la prova di attendibilità: recitare Shakespeare con mezza mela in bocca è da Guiness!

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«I soldi non fanno la felicità…» – Storia di Maurizio Catozzi

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Prosegue la trasmissione delle storie vere degli ospiti di Dueperuno, oggi è con noi Maurizio Catozzi! Ascolta  la sua storia su CRC in onda alle 11!

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Maurizio nasce a Torino 47 anni fa in una famiglia di comunisti non credenti; cresce pensando che Dio esiste, ma, associandolo alla chiesa cattolica, se ne tiene a distanza.

Fin da ragazzino, il nostro ospite prova una certa noia a frequentare amicizie tranquille e molto presto, spinto dal suo spirito di ribellione, comincia a girare con persone piuttosto problematiche, tra cui diversi tossicodipendenti.

Pur stringendo amicizie rischiose, il ragazzo non rimane coinvolto nella droga anche perché spaventato dalla morte per overdose di alcuni amici.

Abbiamo chiesto a Maurizio cosa lo spingesse a stare con quegli amici tossicodipendenti considerato che lui non lo era. «Devo dire che io sentivo di voler aiutare le persone» ci ha risposto e ci racconta un aneddoto di quando anni dopo, da allenatore di una squadra di calcio formata da ragazzini, cercava di tirar fuori un giovane dalla droga.

Dopo gli studi, il ribelle si placa e comincia a lavorare in banca. Ma un’occupazione tranquilla, per il nostro ospite, non vuol dire di certo una vita monotona: per anni il divertimento sopra le righe è parte centrale della sua vita.

A 27 anni Maurizio si sposa, ma non è un matrimonio felice: tra litigi e difficoltà il rapporto va avanti per quattro anni e poi arriva la separazione.

A questo punto il giovane decide di cambiare occupazione; lascia la banca e comincia a lavorare nel campo del network marketing per un gestore telefonico: cominciano ad arrivare davvero molti soldi, i viaggi per lavoro in giro per il mondo sono molto frequenti, però lui non è soddisfatto, così lascia nuovamente il lavoro e decide di aprire un locale latino-americano con un amico.

Riprende il divertimento, e inizia la passione per il gioco. Dopo un po’ di tempo, Maurizio viene invitato a gestire un paio di locali nella località sciistica di Sestriere; lì convive con una donna russa, guadagna molti soldi e fa la bella vita, ma ancora non è soddisfatto e tranquillo.

Dopo cinque anni si accorge che uno dei soci gli ha rubato parecchi soldi. Decide di andarsene e torna Torino a casa di suo padre: Maurizio è in una brutta condizione, comincia a soffrire di attacchi di panico, ha crisi depressive e pensa continuamente al suicidio. La delusione provata dal tradimento del suo amico-socio lo getta in uno stato di depressione in cui continua a chiedersi com’è possibile che prima avesse tutto e ora si senta così.

Per tre mesi non esce di casa e per circa un anno rimane in uno state tale da non riuscire nemmeno a lavorare.

Un giorno, la svolta: uno zio di Maurizio gli propone di gestire un bar a Nichelino, una cittadina alle porte di Torino. Andando al bar, il nostro ospite passa davanti alla chiesa dove molti anni prima si era sposato ed è un tuffo nel passato, in mezzo a tanti ricordi.
Il bar è frequentato da molte persone, ma una in particolare colpisce Maurizio: è una giovane donna, di nome Betty, che lavora in un ufficio sopra al bar insieme al marito. Quello che incuriosisce l’uomo, è che la donna è spesso in compagni di uomini diversi, dall’aria poco raccomandabile.

Non potendo farne a meno, Maurizio le chiede “Scusa Betty, ma chi sono tutti questi uomini, pieni di tatuaggi, che porti qui con te?”. Betty gli spiega che quelle persone sono ex carcerati che lei segue: “Sono una cristiana evangelica e anche una sorta di suora laica, che si occupa di queste persone”.

Il nostro amico non sapeva nemmeno chi fossero gli evangelici e questa risposta lo incuriosisce molto. Qualche tempo dopo Maurizio incontra nel suo bar un altro evangelico: il calciatore in forza alla Juventus, Nicola Legrottaglie.

Nicola comincia a parlare al nostro ospite di Gesù, gli dice che Cristo lo ama, ma a Maurizio sembrano solo favolette. Un giorno in cui il calciatore viene invitato a dare la sua testimonianza in chiesa, viene invitato da Nicola anche il nostro amico, che entra per la prima volta in una comunità evangelica: la visita lo incuriosisce davvero molto, perché il locale è semplice e disadorno. «Sembra si siano rubato tutto, qui» è il pensiero dell’uomo.

Tempo dopo, Maurizio va a casa di Betty e suo marito; all’incontro partecipano anche alcuni ex detenuti, convertiti a Cristo. La testimonianza di uno di loro, in particolare, lo colpisce molto; comincia a chiedersi «Ma tutta questa gente, che è così cambiata, felice… Vorrà dire che qualcosa c’è!».

Così, incuriosito, comincia a frequentare una chiesa evangelica e a capire tante cose che prima non sapeva o non capiva, tra cui che il Signore era da molto lo stava cercando, ma lui non era allenato a sentire la sua voce, quindi non la riconosceva. Una volta riconosciuta e aperta la porta del suo cuore, la vita di Maurizio è cambiata proprio come aveva notato in quei credenti che una volta erano stati in carcere…

Cristo sta bussando anche alla porta del tuo cuore! Riesci a sentirlo? Tendi bene l’orecchio, ascolta e poi apri anche tu la porta del tuo cuore: la tua vita cambierà! Non ci credi? provalo!

«Ecco, io sto alla porta e busso: se qualcuno ascolta la mia voce e apre la porta, io entrerò da lui e cenerò con lui ed egli con me». [Cristo, in Apocalisse 3:20]


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«L’amore di Dio non si ottiene per meriti» – Storia di Andrea Lupica

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Oggi Andrea Lupica ci racconta la sua storia! Ascoltala alle 11 in diretta su crc_banner

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Andrea ha 27 anni,  nasce in un paesino montano della Sicilia; cresce in una famiglia di credenti evangelici: suo padre si occupa dei giovani della chiesa e quindi per Andrea è sia il papà che l’insegnante dei concetti biblici.

Il nostro ospite è proprio un bravo ragazzo, cresciuto a pane e Bibbia, che dà pochi problemi ai suoi ed è molto attaccato in particolare a suo padre, in cui il ragazzo vede un bell’esempio da seguire. Sapere di essere un bravo ragazzo dà ad Andrea la convinzione di meritarsi tutto il buono che gli capita nella vita.

Dopo le medie, Andrea prosegue gli studi, ma per poter frequentare la scuola è obbligato a trasferirsi in un paese a una quarantina di chilometri da casa; lì affitta una stanza in una famiglia e comincia a vivere lontano da quella casa in cui era stato sempre molto bene, con i genitori, con la sorella gemella e i due fratelli molto più grandi di lui.

Per cinque anni il giovane vive con una certa libertà, studiando con impegno e nello stesso tempo crescendo in modo piuttosto autonomo. Durante questo periodo Andrea vive con meno intensità quegli insegnamenti che per anni aveva apprezzato e si ritrova ad allontanarsi da quel Dio che era stato  amico reale per molto tempo.

Un giorno Andrea riceve una brutta notizia: suo padre, quell’uomo che è stato per lui fonte di grande affetto e esempio da seguire, si ammala di tumore; è un duro colpo per il ragazzo, ma lui sa che il Signore può fare qualcosa così gli si rivolge in preghiera, chiedendogli di guarire suo papà.

Man mano che la sua relazione con Dio si riaccende, Andrea si rende conto che quel suo sentirsi un bravo ragazzo, che meritava giustamente le cose ricevute fino ad allora, non era davvero la verità e che l’amore e la grazia di Dio non avrebbe potuto meritarli solo per quel suo essere a posto.  Ma allora, come si fa a ottenere la grazia di Dio, il suo amore e la sua salvezza?

Lo capisce durante un campo evangelico per giovani, a cui partecipa nonostante sia un periodo triste, oltre che per la malattia del padre anche per il trasferimento di uno dei suoi fratelli a Torino. Andrea finalmente capisce che l’amore e la grazia di Dio sono un dono che il Signore fa agli uomini che lo desiderano, pur non avendo nessun motivo per meritarli. Comprende e accetta anche che qualsiasi cosa sarebbe successa sarebbe stata la volontà di Dio e quindi torna a casa con il cuore pieno di pace.

Dopo il campo comincia ad affrontare le cose con uno spirito diverso e questo gli dà conforto man mano che la situazione di suo padre peggiora: non si sente solo in questo cammino, sa che Cristo non lo abbandonerà.

Andrea decide seguire il Signore e di battezzarsi, come testimonianza di quello che Dio aveva fatto in lui; anche sua sorella gemella ha fatto un percorso spirituale che la porta a seguire Dio, così decide di battezzarsi insieme con suo fratello.

Il padre è felice di vedere che i suoi figli hanno fatto la scelta più importante per la vita di ogni persona, ma purtroppo non sarà presente a quell’avvenimento.

Infatti il papà  muore una settimana prima del battesimo; nonostante questo grande dolore, Andrea sperimenta profondamente cosa voglia dire l’amore di Dio, l’unico che sa davvero consolare ogni persona.

Il ragazzo riprende la sua vita, accompagnato da quella presenza divina che lo sostiene, lo supporta e lo consola.

Si sposta nuovamente di città per frequentare l’università, ma adesso Andrea non si allontana più da Dio!

Dopo la laurea in ingegneria elettronica c’è bisogno di trovare lavoro, così il ragazzo raggiunge i fratelli a Torino e lì trova subito l’occupazione giusta.

Anche per Andrea la felicità sta nel fatto che c’è il Signore con noi, infatti dice «Nonostante le cose non belle della vita, noi continuiamo a essere felici perché c’è il Signore con noi!».

Anche tu puoi avere questa felicità! Basta chiedere al Signore di entrare nella tua vita… Non ci credi? Provalo!

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«Basta con la sofferenza! Non voglio più affezionarmi a nessuno» – Storia di Mimma Giannitti

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Oggi è con noi Mimma, che ci racconterà la sua storia… Ascoltala attraverso il podcast di  CRC

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Domenica, detta Mimma, cresce in una famiglia di credenti che frequenta la chiesa evangelica. Anche lei la frequenta, anche se non si definisce una vera e propria credente, anzi si definisce una “nipote” di Dio. Per lei Gesù è vero e reale e lei lo sente molto vicino.

Crescendo si rende conto che desidera un rapporto più serio con Dio, ma una brutta situazione frena il suo cammino; infatti, la morte di suo nonno, al quale era molto attaccata, la ferisce profondamente e da quel momento la ragazza decide di chiudere completamente la porta del suo cuore e si chiude a riccio.

Mimma continua la sua vita apparentemente come prima, ma non vuole più affezionarsi a nessuno, per timore di perdere le persone a cui tiene. Diventa scontrosa e non accetta che le si parli; ha gran timore di legarsi a qualcuno, ma cerca comunque di mascherare il suo vero stato d’animo.

In questo periodo la ragazza inizia a frequentare le scuole superiori dalle suore, una scuola sulla comunicazione, con l’opzione di arte, spettacolo e cinema;  dopo i primi due anni trascorsi tranquillamente, il terzo anno diventa difficile per Mimma: viene diagnosticato un brutto male a sua nonna e questo la getta in un dolore ancora più profondo: «Mi è già morto mio nonno! Ho già sofferto abbastanza…».

La nostra amica inizia a seguire sua nonna durante le terapie a cui deve sottoporsi e anche per questo motivo si ritrova a dover recuperare alcune materie insufficienti; purtroppo non ci riesce e la delusione della bocciatura si aggiunge alla serie di avvenimenti negativi che l’hanno colpita. Quest’ultimo episodio manda in crisi Mimma, che teneva tantissimo alla scuola che frequentava.

Piano piano in Mimma si fa strada un bisogno forte e perentorio:  quello di avere Dio al suo fianco, per camminare con lui.

L’anno successivo decide di frequentare un campo evangelico per giovani e una sera rimane colpita dalle parole del responsabile del campo, che invitava i presenti a lasciare a Cristo tutti i propri pesi, la tristezza, le paure… Mimma accetta quell’invito e una gran pace riempie il suo cuore e la libera da quel senso di dolore e tristezza che si portava dietro da alcuni anni.

Da quel giorno Mimma non è più una “nipote di Dio”, ma una vera figlia! Mimma ci dice: «La vita non è sempre facile, ma ora non sono sola e vivere con Dio è tutta un’altra cosa!».

Un po’ di tempo dopo un’altra brutta notizia colpisce la ragazza: anche a sua mamma viene diagnosticato un brutto male. La notizia è tremenda, ma questa volta Mimma è ben corazzata dall’amore di Cristo e affronta in maniera totalmente diversa la situazione, consapevole di non essere sola e di poter fare affidamento sulla pace e sul sostegno che solo Dio può dare…

Mimma continua a camminare con Gesù e affronta le difficoltà, che toccano anche i veri figli di Dio, con uno spirito nuovo… del resto lo dice Cristo stesso: «Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò riposo.  Prendete su di voi il mio giogo e imparate da me, perché io sono mansueto e umile di cuore;  e voi troverete riposo alle anime vostre;  poiché il mio giogo è dolce e il mio carico è leggero».

E tu, cosa aspetti a mettere alla prova Dio per vedere se mantiene le sue promesse?

Dio è l’unico che ti sostiene nelle difficoltà! Non ci credi? Provalo!

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«La fede non si eredita» – Storia di Gaetano Lobello

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Radioamici e radioamiche, oggi vi raccontiamo la storia di Gaetano! Ascoltala quando vuoi grazie al podcast di CRC

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L’ospite di oggi è un giovane di 21 anni… eh sì, spesso i giovani si interessano a Dio: non è mica solo roba da “vecchi”, come potrebbe pensare qualcuno 🙂

Quando Gaetano ha tre anni i suoi genitori accettano Cristo nella loro vita; crescendo, il nostro amico, segue volentieri gli insegnamenti biblici di suo padre e sua madre. Per lui Gesù è una persona reale, con il quale parlare, al quale rivolgersi ogni giorno.

Durante il periodo della scuola dell’obbligo sono evidenti alcune differenze con i compagni di classe, con i quali spesso nascono dei bei confronti su alcuni temi legati alla Bibbia.

Da adolescente la “diversità” di Gaetano gli attira anche qualche antipatia; a volte il ragazzo sente di subire un po’ le scelte fatte dai suoi genitori, ma per lui è importante continuare a rispettare i genitori, sottomettendosi alla loro autorità, fintanto che non si è maggiorenni.  Compiuti diciotto anni avrebbe pensato alla scelta da fare, nel frattempo continua a frequentare gli amici della chiesa e a crescere in un  ambiente decisamente sano.

Quando Gaetano compie quindici anni, muore un caro zio, anche egli credente.  In questa occasione alcune persone vicine alla sua famiglia  si avvicinano al Signore e sono, ovviamente, curiose di capire e conoscere sempre di più.

Il ragazzo  conosce molte cose a proposito della Bibbia, da tempo frequenta la comunità evangelica, in casa si parla spesso dei temi biblici e i suoi genitori vivono una reale esperienza con Cristo; un giorno quegli amici da poco diventati credenti, pongono una domanda su un certo versetto e Gaetano si rende conto che sapere tante cose, essere figlio di credenti non vuol dire essere davvero nella giusta relazione con Dio e capisce di aver bisogno di fare quella giusta esperienza che porta a diventare veri figli di Dio: la fede non si eredita!

Gaetano decide di passare dalla teoria alla pratica e piano piano realizza la vera presenza di Dio nella sua vita: non più un credere perché credono i suoi genitori, non più vivere una fede fanciullesca, ma toccare con mano cosa Dio fa nella vita di una persona che accetta di avere una relazione con lui  aprendo la porta del suo cuore…

E a chi gli dice “Ma hai solo ventuno anni, esci da quella chiesa e goditi la vita!”, Gaetano gli risponde “Io me la sto già godendo e sono felice davvero e l’amore e la pace che ho nel cuore non le cambio con nulla. E tu, sei felice?“.

Credere in Dio, decidere di permettergli di entrare nella propria vita e stravolgerla con il suo amore è un’esperienza fondamentale, che ti consigliamo di fare, perché Dio davvero cambia la vita! Non ci credi? Provalo!

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