«Pensavo di non contare per nessuno…» – Storia di Mimmo Albanese

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Cari lettori e webascoltatori, oggi vi proponiamo la storia di Mimmo Albanese! Ascoltala in diretta alle 11 su crc

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Mimmo nasce in Calabria, in una famiglia di tradizione cattolica, ma non praticante; quando è ancora un ragazzino, in casa sua si vive una situazione difficile, infatti i suoi genitori sono in piena crisi matrimoniale e in procinto di separarsi.

Ci piace chiedere ai nostri ospiti se da bambini hanno mai sentito parlare di Gesù o di Dio, se hanno ricevuto insegnamenti biblici oppure no: lo facciamo per capire il contesto in cui sono cresciuti. Molte persone credono che la fede si erediti, cioè si è cristiani perché la famiglia d’origine lo è, ma noi crediamo che non sia così e spesso figli di persone che non si interessano a Dio diventano credenti, mentre figli di credenti sono disinteressati all’incontro con Cristo.

Nel caso di Mimmo, i suoi genitori lo hanno battezzato e gli hanno fatto fare la prima comunione, ma non essendo per nulla praticanti non parlano mai di Dio con il figlio. Per lui quella di Cristo è una storia come un’altra.

E ora torniamo alla storia di Mimmo e vediamo un po’ cosa succederà… Continua a leggere

«Ho cercato l’amore nei posti sbagliati» – Storia di Flavio Cimmino

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Cari ascoltatori e ascoltatrici, lettori e lettrici, anche oggi vi racconteremo una delle storie vere di Dueperuno, la storia di Flavio Cimmino! Ascoltala direttamente dalla sua voce qui: crc

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Flavio è un giovane campano di 28 anni, che vive a Torino.  Nasce in una famiglia di credenti, ma lui è poco interessato a quelle cose, anche se fino all’età di 13 anni frequenta la chiesa evangelica insieme ai suoi genitori.

Anche se ha sempre sentito parlare di Cristo, non crede affatto a quello che i suoi gli raccontano.

Da adolescente lascia gli studi e comincia a lavorare nell’impresa di suo padre. Quando arriva al Nord, a Milano, per lavorare con suo padre, Flavio inizia a fare tutta una serie di esperienze che hanno un comune scopo: la ricerca dell’amore. Il nostro ospite, infatti, sente un profondo bisogno d’amore e comincia a cercarlo in amicizie e abitudini di vita che prima non considerava. Al ragazzo l’amore che la sua famiglia ha sempre dato non basta. Continua a leggere

«Basta con la sofferenza! Non voglio più affezionarmi a nessuno» – Storia di Mimma Giannitti

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Oggi è con noi Mimma, che ci racconterà la sua storia… Ascoltala attraverso il podcast di  CRC

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Domenica, detta Mimma, cresce in una famiglia di credenti che frequenta la chiesa evangelica. Anche lei la frequenta, anche se non si definisce una vera e propria credente, anzi si definisce una “nipote” di Dio. Per lei Gesù è vero e reale e lei lo sente molto vicino.

Crescendo si rende conto che desidera un rapporto più serio con Dio, ma una brutta situazione frena il suo cammino; infatti, la morte di suo nonno, al quale era molto attaccata, la ferisce profondamente e da quel momento la ragazza decide di chiudere completamente la porta del suo cuore e si chiude a riccio.

Mimma continua la sua vita apparentemente come prima, ma non vuole più affezionarsi a nessuno, per timore di perdere le persone a cui tiene. Diventa scontrosa e non accetta che le si parli; ha gran timore di legarsi a qualcuno, ma cerca comunque di mascherare il suo vero stato d’animo.

In questo periodo la ragazza inizia a frequentare le scuole superiori dalle suore, una scuola sulla comunicazione, con l’opzione di arte, spettacolo e cinema;  dopo i primi due anni trascorsi tranquillamente, il terzo anno diventa difficile per Mimma: viene diagnosticato un brutto male a sua nonna e questo la getta in un dolore ancora più profondo: «Mi è già morto mio nonno! Ho già sofferto abbastanza…».

La nostra amica inizia a seguire sua nonna durante le terapie a cui deve sottoporsi e anche per questo motivo si ritrova a dover recuperare alcune materie insufficienti; purtroppo non ci riesce e la delusione della bocciatura si aggiunge alla serie di avvenimenti negativi che l’hanno colpita. Quest’ultimo episodio manda in crisi Mimma, che teneva tantissimo alla scuola che frequentava.

Piano piano in Mimma si fa strada un bisogno forte e perentorio:  quello di avere Dio al suo fianco, per camminare con lui.

L’anno successivo decide di frequentare un campo evangelico per giovani e una sera rimane colpita dalle parole del responsabile del campo, che invitava i presenti a lasciare a Cristo tutti i propri pesi, la tristezza, le paure… Mimma accetta quell’invito e una gran pace riempie il suo cuore e la libera da quel senso di dolore e tristezza che si portava dietro da alcuni anni.

Da quel giorno Mimma non è più una “nipote di Dio”, ma una vera figlia! Mimma ci dice: «La vita non è sempre facile, ma ora non sono sola e vivere con Dio è tutta un’altra cosa!».

Un po’ di tempo dopo un’altra brutta notizia colpisce la ragazza: anche a sua mamma viene diagnosticato un brutto male. La notizia è tremenda, ma questa volta Mimma è ben corazzata dall’amore di Cristo e affronta in maniera totalmente diversa la situazione, consapevole di non essere sola e di poter fare affidamento sulla pace e sul sostegno che solo Dio può dare…

Mimma continua a camminare con Gesù e affronta le difficoltà, che toccano anche i veri figli di Dio, con uno spirito nuovo… del resto lo dice Cristo stesso: «Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò riposo.  Prendete su di voi il mio giogo e imparate da me, perché io sono mansueto e umile di cuore;  e voi troverete riposo alle anime vostre;  poiché il mio giogo è dolce e il mio carico è leggero».

E tu, cosa aspetti a mettere alla prova Dio per vedere se mantiene le sue promesse?

Dio è l’unico che ti sostiene nelle difficoltà! Non ci credi? Provalo!

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«Sono troppo giovane per pensare a Dio, meglio il calcio!» – Storia di Calogero Gravano

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Oggi raccontiamo la storia di Calogero! Ascoltala su CRC alle 11.

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Dopo aver superato la prova di idoneità, il provetto cuoco-drammatico nonché ottimo ricettaro-giornalista Calogero ci racconta la sua storia…

La famiglia di Calogero, dopo aver chiuso una pizzeria, si trasferisce dalla Sicilia a Torino per trovare lavoro e cercare di risolvere seri problemi economici; Calogero è solo un bambino, ma spesso vede i suoi genitori tristi a causa delle difficoltà in cui si trovano.

Qualche tempo dopo l’arrivo nel capoluogo piemontese i suoi vivono un’esperienza speciale con Dio: la loro vita cambia e nonostante abbiano ancora diverse difficoltà le affrontano con uno spirito diverso.

A quel tempo Calogero ha 5 anni e anche se non percepisce granché del cambiamento avvenuto in sua madre e suo padre, sente che sono più contenti, sereni.

Il nostro ospite ci racconta che durante l’infanzia e l’adolescenza andava nella chiesa evangelica con i suoi; gli piaceva ascoltare, ma non sentiva dentro di lui la stessa gioia che provavano i genitori. Ha continuato a frequentare la chiesa fino a 19 anni, ma senza esserne troppo coinvolto, perché crede di essere troppo giovane per pensare a Dio e a quello che lo riguarda.

Il vero interesse di Calogero è un altro: il calcio. La sua è una vera e propria passione, che lo porta a giocare in una squadra e qui iniziano i primi conflitti, perché i genitori vorrebbero che continuasse ad andare al culto della domenica con loro, mentre lui preferisce impegnarsi nelle partite. Quel lieve interesse che aveva per Dio piano piano si assopisce.

Nonostante si dedichi a ciò che più gli piace, Calogero un giorno comincia a sentirsi non proprio soddisfatto di quello che fa e percepisce un senso di vuoto, che nemmeno la sua passione per il calcio riesce a riempire. Prende a interrogarsi sul senso della sua vita e prova il desiderio di sentire quello che vivono i suoi genitori nella loro vita; decide anche di partecipare a un raduno evangelico per giovani.

Prima di partire si rivolge a Dio dicendogli, in senso di sfida, «Se veramente tu esisti fa che anche io possa sentirti così come ti sentono i miei, come ti sentono le persone che incontro in chiesa; voglio sperimentarti nella mia vita». Lanciata la sfida, parte per il raduno e la sera stessa del suo arrivo Calogero sente forte il richiamo di Dio, quasi gli stesse dicendo «Vedi che esisto?».

È bastato chiedere a Dio di mostrarsi per ottenere una risposta e, finalmente, capire cosa provano i suoi genitori e sentire le stesse sensazioni: quel senso di vuoto è sparito, il vuoto è colmato da Dio, così come asseriva lo scienziato Blaise Pascal.

La vita di Calogero cambia profondamente. «È molto difficile spiegare cosa si prova quando ci si relaziona con Dio, cosa scatta dentro, cosa succede… Ci si sente liberi!».

E dopo l’incontro con Gesù la vita è tutta rose è fiori? E no! Le difficoltà ci sono, anche a causa di quello che viene definito il “nemico della nostra anima”, il diavolo, che vuole far inciampare le persone, ferirle, tenerle lontane da Dio…

Però vivere con Dio a fianco è tutta un’altra cosa: non si è mai soli, non si è mai disperati!

Certo, non è facile spiegare cosa vuol dire vivere con Dio… In effetti non è facile nemmeno spiegare un’arancia e il suo sapore a chi non l’ha mai vista o assaggiata: si può descriverne l’aspetto, il profumo, la consistenza e il sapore, ma se non la si tocca e la si assaggia non si può capirlo davvero.

Con Dio è la stessa cosa: devi “assaggiarlo” per capire…

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