«Il mio arresto mise fine alle azioni criminali che commettevo…» – Storia di Giovanni Migliore

Mi chiamo Giovanni e voglio raccontarvi la meravigliosa esperienza del miracolo di salvezza che Cristo Gesù ha fatto nella mia vita.

Provengo da un quartiere popolare della città di Napoli. Sono nato in una famiglia numerosa con gravi problemi economici; non ho avuto un’infanzia felice e fin da ragazzo ho iniziato a vivere per strada intraprendendo la via della delinquenza. Cosa, questa, molto comune tra i ragazzi del mio quartiere che, come me, avevano una famiglia molto povera e disagiata, e che, regolarmente, non terminavano neanche la scuola dell’obbligo.

Il mio unico desiderio era quello di fare tanti soldi, pensando così di poter evadere da un contesto di degrado che mi arrecava tanta sofferenza.

Vivevo come un piccolo delinquente mirando a diventare come mio fratello maggiore, che si era già fatto un “nome” nel quartiere e che era già stato tante volte in carcere. Avevo molti amici, con i quali fin dall’età dell’adolescenza fumavo spinelli; il passo verso l’eroina fu breve. Continua a leggere

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«Io, coinvolto nel sequestro di Augusto De Megni, ho incontrato Gesù» – Storia di Giorgio Ortu

Per ascoltare  la storia di Giorgio clicca sul banner di crc:

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Mi chiamo Giorgio e voglio raccontarvi la mia testimonianza. Sono nato e vissuto in Sardegna fino all’età di 26 anni, facendo l’allevatore di pecore.

Il Signore ha parlato per la prima volta al mio cuore all’età di sedici anni. A seguito di una vicenda giudiziaria nella quale io e la mia famiglia siamo stati coinvolti, per una serie di vicissitudini avverse mi sono ammalato di una forte bronchite. Fui sottoposto a cure mediche prolungate ed intensive che finirono con il causarmi una grave intossicazione.  A distanza di un anno incominciai a perdere sia i capelli e che le ciglia e le sopracciglia. Avevo solo diciassette anni ma ero veramente disperato. Mi guardavo allo specchio e detestavo il mio aspetto fisico. I miei coetanei mi deridevano. Continua a leggere

2° Meeting Dueperuno-evangelici.net – Storia di Dorina

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Direttamente da Torre Pellice, ecco la prima parte delle registrazioni fatte durante il secondo raduno a cui hanno partecipato conduttori e ospiti di Dueperuno e moderatori e utenti del forum evangelici.net.
 
La prima giornata, sabato 9 maggio, è stata dedicata al “Dueperuno live”, che ha visto protagoniste Dorina e Patrizia, che hanno condiviso con noi le loro toccanti testimonianze.

 Oggi potrete ascoltare la storia vera di Dorina, nata in Albania e vissuta in un ambiente in cui non c’era posto per Dio, ma Dori era pronto a fargli spazio nel suo cuore e nella sua vita: non perdetevi il suo racconto!

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«Voglio vivere a modo mio!» – Storia di Pasquale Colucci

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Dueperuno vi propone un’altra delle storie vere che sono il centro del programma; oggi è con noi Pasquale Colucci! tramite il podcast di CRC

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Pasquale Colucci nasce in Campania in una famiglia cristiana evangelica; frequenta la chiesa con i suoi genitori, finché non si trasferisce al nord per lavoro. Quando era bambino, per lui Dio esisteva davvero e Gesù era una persona reale.

A causa di alcuni problemi familiari, il ragazzo lascia la scuola e comincia a lavorare, rimanendo in zona, poi si trasferisce a Milano.

Arrivato a Milano, la vita di Pasquale prende un’altra piega e smette di andare in chiesa e di interessarsi delle cose di Dio: «Non ne sentivo proprio il bisogno, perché in fondo era qualcosa che riguardava più i miei genitori che me», precisa il nostro ospite. Continua a leggere

«I soldi non fanno la felicità…» – Storia di Maurizio Catozzi

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Prosegue la trasmissione delle storie vere degli ospiti di Dueperuno, oggi è con noi Maurizio Catozzi! Ascolta  la sua storia su CRC in onda alle 11!

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Maurizio nasce a Torino 47 anni fa in una famiglia di comunisti non credenti; cresce pensando che Dio esiste, ma, associandolo alla chiesa cattolica, se ne tiene a distanza.

Fin da ragazzino, il nostro ospite prova una certa noia a frequentare amicizie tranquille e molto presto, spinto dal suo spirito di ribellione, comincia a girare con persone piuttosto problematiche, tra cui diversi tossicodipendenti.

Pur stringendo amicizie rischiose, il ragazzo non rimane coinvolto nella droga anche perché spaventato dalla morte per overdose di alcuni amici.

Abbiamo chiesto a Maurizio cosa lo spingesse a stare con quegli amici tossicodipendenti considerato che lui non lo era. «Devo dire che io sentivo di voler aiutare le persone» ci ha risposto e ci racconta un aneddoto di quando anni dopo, da allenatore di una squadra di calcio formata da ragazzini, cercava di tirar fuori un giovane dalla droga.

Dopo gli studi, il ribelle si placa e comincia a lavorare in banca. Ma un’occupazione tranquilla, per il nostro ospite, non vuol dire di certo una vita monotona: per anni il divertimento sopra le righe è parte centrale della sua vita.

A 27 anni Maurizio si sposa, ma non è un matrimonio felice: tra litigi e difficoltà il rapporto va avanti per quattro anni e poi arriva la separazione.

A questo punto il giovane decide di cambiare occupazione; lascia la banca e comincia a lavorare nel campo del network marketing per un gestore telefonico: cominciano ad arrivare davvero molti soldi, i viaggi per lavoro in giro per il mondo sono molto frequenti, però lui non è soddisfatto, così lascia nuovamente il lavoro e decide di aprire un locale latino-americano con un amico.

Riprende il divertimento, e inizia la passione per il gioco. Dopo un po’ di tempo, Maurizio viene invitato a gestire un paio di locali nella località sciistica di Sestriere; lì convive con una donna russa, guadagna molti soldi e fa la bella vita, ma ancora non è soddisfatto e tranquillo.

Dopo cinque anni si accorge che uno dei soci gli ha rubato parecchi soldi. Decide di andarsene e torna Torino a casa di suo padre: Maurizio è in una brutta condizione, comincia a soffrire di attacchi di panico, ha crisi depressive e pensa continuamente al suicidio. La delusione provata dal tradimento del suo amico-socio lo getta in uno stato di depressione in cui continua a chiedersi com’è possibile che prima avesse tutto e ora si senta così.

Per tre mesi non esce di casa e per circa un anno rimane in uno state tale da non riuscire nemmeno a lavorare.

Un giorno, la svolta: uno zio di Maurizio gli propone di gestire un bar a Nichelino, una cittadina alle porte di Torino. Andando al bar, il nostro ospite passa davanti alla chiesa dove molti anni prima si era sposato ed è un tuffo nel passato, in mezzo a tanti ricordi.
Il bar è frequentato da molte persone, ma una in particolare colpisce Maurizio: è una giovane donna, di nome Betty, che lavora in un ufficio sopra al bar insieme al marito. Quello che incuriosisce l’uomo, è che la donna è spesso in compagni di uomini diversi, dall’aria poco raccomandabile.

Non potendo farne a meno, Maurizio le chiede “Scusa Betty, ma chi sono tutti questi uomini, pieni di tatuaggi, che porti qui con te?”. Betty gli spiega che quelle persone sono ex carcerati che lei segue: “Sono una cristiana evangelica e anche una sorta di suora laica, che si occupa di queste persone”.

Il nostro amico non sapeva nemmeno chi fossero gli evangelici e questa risposta lo incuriosisce molto. Qualche tempo dopo Maurizio incontra nel suo bar un altro evangelico: il calciatore in forza alla Juventus, Nicola Legrottaglie.

Nicola comincia a parlare al nostro ospite di Gesù, gli dice che Cristo lo ama, ma a Maurizio sembrano solo favolette. Un giorno in cui il calciatore viene invitato a dare la sua testimonianza in chiesa, viene invitato da Nicola anche il nostro amico, che entra per la prima volta in una comunità evangelica: la visita lo incuriosisce davvero molto, perché il locale è semplice e disadorno. «Sembra si siano rubato tutto, qui» è il pensiero dell’uomo.

Tempo dopo, Maurizio va a casa di Betty e suo marito; all’incontro partecipano anche alcuni ex detenuti, convertiti a Cristo. La testimonianza di uno di loro, in particolare, lo colpisce molto; comincia a chiedersi «Ma tutta questa gente, che è così cambiata, felice… Vorrà dire che qualcosa c’è!».

Così, incuriosito, comincia a frequentare una chiesa evangelica e a capire tante cose che prima non sapeva o non capiva, tra cui che il Signore era da molto lo stava cercando, ma lui non era allenato a sentire la sua voce, quindi non la riconosceva. Una volta riconosciuta e aperta la porta del suo cuore, la vita di Maurizio è cambiata proprio come aveva notato in quei credenti che una volta erano stati in carcere…

Cristo sta bussando anche alla porta del tuo cuore! Riesci a sentirlo? Tendi bene l’orecchio, ascolta e poi apri anche tu la porta del tuo cuore: la tua vita cambierà! Non ci credi? provalo!

«Ecco, io sto alla porta e busso: se qualcuno ascolta la mia voce e apre la porta, io entrerò da lui e cenerò con lui ed egli con me». [Cristo, in Apocalisse 3:20]


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«L’amore di Dio non si ottiene per meriti» – Storia di Andrea Lupica

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Oggi Andrea Lupica ci racconta la sua storia! Ascoltala alle 11 in diretta su crc_banner

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Andrea ha 27 anni,  nasce in un paesino montano della Sicilia; cresce in una famiglia di credenti evangelici: suo padre si occupa dei giovani della chiesa e quindi per Andrea è sia il papà che l’insegnante dei concetti biblici.

Il nostro ospite è proprio un bravo ragazzo, cresciuto a pane e Bibbia, che dà pochi problemi ai suoi ed è molto attaccato in particolare a suo padre, in cui il ragazzo vede un bell’esempio da seguire. Sapere di essere un bravo ragazzo dà ad Andrea la convinzione di meritarsi tutto il buono che gli capita nella vita.

Dopo le medie, Andrea prosegue gli studi, ma per poter frequentare la scuola è obbligato a trasferirsi in un paese a una quarantina di chilometri da casa; lì affitta una stanza in una famiglia e comincia a vivere lontano da quella casa in cui era stato sempre molto bene, con i genitori, con la sorella gemella e i due fratelli molto più grandi di lui.

Per cinque anni il giovane vive con una certa libertà, studiando con impegno e nello stesso tempo crescendo in modo piuttosto autonomo. Durante questo periodo Andrea vive con meno intensità quegli insegnamenti che per anni aveva apprezzato e si ritrova ad allontanarsi da quel Dio che era stato  amico reale per molto tempo.

Un giorno Andrea riceve una brutta notizia: suo padre, quell’uomo che è stato per lui fonte di grande affetto e esempio da seguire, si ammala di tumore; è un duro colpo per il ragazzo, ma lui sa che il Signore può fare qualcosa così gli si rivolge in preghiera, chiedendogli di guarire suo papà.

Man mano che la sua relazione con Dio si riaccende, Andrea si rende conto che quel suo sentirsi un bravo ragazzo, che meritava giustamente le cose ricevute fino ad allora, non era davvero la verità e che l’amore e la grazia di Dio non avrebbe potuto meritarli solo per quel suo essere a posto.  Ma allora, come si fa a ottenere la grazia di Dio, il suo amore e la sua salvezza?

Lo capisce durante un campo evangelico per giovani, a cui partecipa nonostante sia un periodo triste, oltre che per la malattia del padre anche per il trasferimento di uno dei suoi fratelli a Torino. Andrea finalmente capisce che l’amore e la grazia di Dio sono un dono che il Signore fa agli uomini che lo desiderano, pur non avendo nessun motivo per meritarli. Comprende e accetta anche che qualsiasi cosa sarebbe successa sarebbe stata la volontà di Dio e quindi torna a casa con il cuore pieno di pace.

Dopo il campo comincia ad affrontare le cose con uno spirito diverso e questo gli dà conforto man mano che la situazione di suo padre peggiora: non si sente solo in questo cammino, sa che Cristo non lo abbandonerà.

Andrea decide seguire il Signore e di battezzarsi, come testimonianza di quello che Dio aveva fatto in lui; anche sua sorella gemella ha fatto un percorso spirituale che la porta a seguire Dio, così decide di battezzarsi insieme con suo fratello.

Il padre è felice di vedere che i suoi figli hanno fatto la scelta più importante per la vita di ogni persona, ma purtroppo non sarà presente a quell’avvenimento.

Infatti il papà  muore una settimana prima del battesimo; nonostante questo grande dolore, Andrea sperimenta profondamente cosa voglia dire l’amore di Dio, l’unico che sa davvero consolare ogni persona.

Il ragazzo riprende la sua vita, accompagnato da quella presenza divina che lo sostiene, lo supporta e lo consola.

Si sposta nuovamente di città per frequentare l’università, ma adesso Andrea non si allontana più da Dio!

Dopo la laurea in ingegneria elettronica c’è bisogno di trovare lavoro, così il ragazzo raggiunge i fratelli a Torino e lì trova subito l’occupazione giusta.

Anche per Andrea la felicità sta nel fatto che c’è il Signore con noi, infatti dice «Nonostante le cose non belle della vita, noi continuiamo a essere felici perché c’è il Signore con noi!».

Anche tu puoi avere questa felicità! Basta chiedere al Signore di entrare nella tua vita… Non ci credi? Provalo!

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«La fede non si eredita» – Storia di Gaetano Lobello

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Radioamici e radioamiche, oggi vi raccontiamo la storia di Gaetano! Ascoltala quando vuoi grazie al podcast di CRC

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L’ospite di oggi è un giovane di 21 anni… eh sì, spesso i giovani si interessano a Dio: non è mica solo roba da “vecchi”, come potrebbe pensare qualcuno 🙂

Quando Gaetano ha tre anni i suoi genitori accettano Cristo nella loro vita; crescendo, il nostro amico, segue volentieri gli insegnamenti biblici di suo padre e sua madre. Per lui Gesù è una persona reale, con il quale parlare, al quale rivolgersi ogni giorno.

Durante il periodo della scuola dell’obbligo sono evidenti alcune differenze con i compagni di classe, con i quali spesso nascono dei bei confronti su alcuni temi legati alla Bibbia.

Da adolescente la “diversità” di Gaetano gli attira anche qualche antipatia; a volte il ragazzo sente di subire un po’ le scelte fatte dai suoi genitori, ma per lui è importante continuare a rispettare i genitori, sottomettendosi alla loro autorità, fintanto che non si è maggiorenni.  Compiuti diciotto anni avrebbe pensato alla scelta da fare, nel frattempo continua a frequentare gli amici della chiesa e a crescere in un  ambiente decisamente sano.

Quando Gaetano compie quindici anni, muore un caro zio, anche egli credente.  In questa occasione alcune persone vicine alla sua famiglia  si avvicinano al Signore e sono, ovviamente, curiose di capire e conoscere sempre di più.

Il ragazzo  conosce molte cose a proposito della Bibbia, da tempo frequenta la comunità evangelica, in casa si parla spesso dei temi biblici e i suoi genitori vivono una reale esperienza con Cristo; un giorno quegli amici da poco diventati credenti, pongono una domanda su un certo versetto e Gaetano si rende conto che sapere tante cose, essere figlio di credenti non vuol dire essere davvero nella giusta relazione con Dio e capisce di aver bisogno di fare quella giusta esperienza che porta a diventare veri figli di Dio: la fede non si eredita!

Gaetano decide di passare dalla teoria alla pratica e piano piano realizza la vera presenza di Dio nella sua vita: non più un credere perché credono i suoi genitori, non più vivere una fede fanciullesca, ma toccare con mano cosa Dio fa nella vita di una persona che accetta di avere una relazione con lui  aprendo la porta del suo cuore…

E a chi gli dice “Ma hai solo ventuno anni, esci da quella chiesa e goditi la vita!”, Gaetano gli risponde “Io me la sto già godendo e sono felice davvero e l’amore e la pace che ho nel cuore non le cambio con nulla. E tu, sei felice?“.

Credere in Dio, decidere di permettergli di entrare nella propria vita e stravolgerla con il suo amore è un’esperienza fondamentale, che ti consigliamo di fare, perché Dio davvero cambia la vita! Non ci credi? Provalo!

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